Mercoledì 7 ottobre 2026, ore 0:11

Report Fim Cisl  

Stellantis risale ma è allarme Cassino 

La risalita c’è e si vede, ma il traguardo è ancora lontano. Nei primi nove mesi del 2026 gli stabilimenti italiani di Stellantis hanno prodotto 340.745 veicoli. Nello stesso periodo del 2025 erano stati 265.490. Un balzo del 28,3% dopo due anni difficili. Le auto salgono del 36,7% e i veicoli commerciali del 17,3%. Sono alcuni dei dati contenuti nel Report Fim Cisl, presentato oggi a Torino dal segretario generale Fim Cisl, Ferdinando Uliano. “La crescita dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza – ha detto il leader Fim –. Siamo però lontani dall’obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere 1 milione di veicoli”. A fine anno la stima è di circa 450 mila unità, ben lontana dagli anni precedenti al 2024 quando era più del doppio. Il ricorso agli ammortizzatori sociali cala di oltre il 30%. Pesano i nuovi lanci, ma anche la flessione dell’occupazione. A preoccupare di più è lo stabilimento di Cassino che perde il 37,1%. In nove mesi sono uscite appena 8.897 vetture, tra Alfa Romeo Giulia e Stelvio e Maserati Grecale. Per l’anno la stima è di circa 12 mila unità. I 2.120 addetti lavorano 5-6 giorni al mese: 56 giornate da gennaio. “Con questi volumi, la situazione del sito produttivo laziale e dell’intero sistema dell’indotto non è più sostenibile”, ha avvertito Uliano. Giulia e Stelvio sono confermate per il 2027, ma le decisioni definitive slittano a fine anno. Mirafiori invece segna +151,1%, con 46.323 vetture contro le 18.450 del 2025. Merito della 500 ibrida e dell’azione sindacale: 600 nuovi ingressi a febbraio, il secondo turno da marzo. Poi la frenata del terzo trimestre. A ottobre arrivano due settimane di cassa integrazione. “Non sappiamo se diventerà strutturale”, ha detto Uliano. Nella Preassembly & Logistic Unit (ex mascherine) circa 200 lavoratori restano in solidarietà fino a febbraio 2027. Il target prefissato non sarà raggiunto: a fine anno si arriverà a circa 60 mila unità. “Lo stabilimento torinese non può sostenersi basandosi su un unico modello, la 500. Pensiamo sia indispensabile assegnare una seconda vettura”: ha ribadito il numero uno della Fim, accompagnato dai segretari torinesi Fim, Rocco Cutrì e Igor Albera. Intanto, Modena cresce grazie alle Maserati Gc e Gt trasferite da Torino. Per gli stabilimenti del Gruppo situati nel sud del Paese si evidenziano luci e ombre. Melfi cresce del 77,2% con la Jeep Compass. Nel 2019, però, nello stesso periodo superava le 201 mila unità. Le giornate di fermo collettivo sono state 87, con circa 1.640 lavoratori in solidarietà ogni giorno. Dal 2021 sono uscite circa 2.850 persone. Pomigliano sale del 12,6% a 103.500 unità e si conferma il sito più performante del Gruppo Stellantis sulle auto, con circa la metà dell’intera produzione. La Panda da sola totalizza 92 mila unità, mentre la Tonale arretra. Atessa resta invece il primo polo per la produzione di veicoli commerciali, contribuendo per oltre il 39,3% alla produzione complessiva realizzata da Stellantis in Italia. Resta aperto il nodo Termoli, dopo lo stop alla Gigafactory. Qui servono nuove attività oltre al cambio eDCT e al motore GSE Euro 7. Per la Fim il piano industriale presentato da Stellantis segna un cambio di passo rispetto all’era Tavares. Nessuno stabilimento chiuso, saturazione all’80%, 5 miliardi in ricerca e sviluppo al 2030. Il prossimo banco di prova è l’incontro fissato per il 15 ottobre, a Roma, quando il responsabile delle Risorse Umane Giuseppe Manca vedrà i sindacati. “Analizzeremo gli elementi di criticità e faremo le nostre richieste per mettere in sicurezza stabilimenti e occupazione. Per noi resta l’impegno di non chiudere stabilimenti in Italia”: ha concluso Uliano. Sul fronte delle politiche europee e nazionali, la Fim ribadisce la necessità di una vera politica industriale, con un Fondo sul modello del Next Generation EU, e di un intervento mirato sul costo dell’energia”.
Rocco Zagaria

( 6 ottobre 2026 )

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