La vertenza CAM è giunta all’epilogo: sindacati e azienda hanno trovato l’accordo su una incentivazione all’uscita più alta di quella inizialmente prospettata dalla fabbrica di Grumello e Telgate. Le organizzazioni sindacali hanno così trovato la conclusione (“amara e con forti preoccupazioni per il futuro”) del percorso avviato dall’azienda la scorsa primavera, dopo l’esaurimento degli ammortizzatori sociali ordinari, che ha portato all’ esodo volontario incentivato per una trentina di lavoratori, per poi successivamente arrivare nel mese di settembre alla chiusura del reparto stampaggio. Infine sul finire dell’anno, giudicando insufficiente quanto finora fatto per cercare di tenere in piedi l’attività, CAM ha dichiarato ulteriori 57 esuberi, oggetto delle ultime discussioni ed iniziative di agitazione sindacale, che ha cercato di trovare una definizione condivisa a questa vicenda.
In questi giorni, la Rsu aziendale, Fim Cisl e Uilm Uil, con il mandato unanime dei lavoratori riuniti in assemblea, hanno stretto l’accordo per l’incentivazione economica delle fuoriuscite che verranno inizialmente gestite su base volontaria nella prima fase (da metà febbraio) e successivamente gradualmente fino a luglio, seguiranno i criteri di legge (anzianità di servizio, carichi familiari, ecc...). Nel frattempo l’attività aziendale continuerà. L’accordo prevede 57 fuoriuscite, mentre circa 25 persone rimarranno in azienda.
“Questa vicenda si conclude con un forte rammarico - dice Vincenzo Zammito, della Fim Cisl di Bergamo. Giungere a un numero così significativo di licenziamenti non può certo lasciarci sereni, anche perché questo territorio difficilmente potrà assorbire cifre così importanti di lavoratori, dal momento che altre aziende del territorio al momento fanno i conti con il ridimensionamento dei volumi produttivi e con l’incertezza. Cercheremo le migliori sinergie con enti e aziende del territorio per avviare percorsi di reinserimento per il numero massimo di lavoratori. Intanto, speriamo che almeno questo sacrificio serva alla CAM per continuare un’attività storica e che possa riprendere ruolo e volume occupazionale nel prossimo futuro”.
Intanto durante l’anno appena concluso, il lavoro dell’Ufficio Vertenze della Cisl di Bergamo ha prodotto risultati tangibili per i lavoratori assistiti, oltre 1.600, che ha “riportato” nelle tasche di dipendenti alle prese con licenziamenti ingiusti, crisi d’impresa, paghe non corrette o richieste di danni più di 5 milioni di euro.
Nel corso del 2025, Ufficio Vertenze Cisl ha gestito 1.088 vertenze (47 in più rispetto all’anno precedente) e 153 procedure di crisi d'impresa (erano 149). In totale i lavoratori assistiti sono stati 1.664. Il recupero delle somme dovute ai lavoratori è oltre i 5 milioni di euro e, sul totale, 2.234.288 euro riguardano i risarcimenti per vertenze individuali, mentre i restanti 2.849.495 euro quelli per fallimenti e procedure concorsuali. Il “recuperato” medio per vertenza si attesta sui 2.053 euro.
Ce.Au.

