Giovedì 2 aprile 2026, ore 14:30

Scenari

“Gesù scacciò i mercanti dal tempio e rovesciò i tavoli dei cambiavalute”

Venerdì di Passione per i cattolici, Gesù si prepara alla Resurrezione. Il dato più impressionante, per la cristianità, è che dal 28 febbraio il Santo Sepolcro è chiuso e non è consentito celebrarvi Sante Messe e liturgie. Il Santo Sepolcro, per i cristiani, non è un santuario tra gli altri: è il cuore stesso della memoria pasquale. Qualcosa sta accadendo, qualcosa di grosso. Prova a spiegarlo in un lunghissimo articolo Andreas Mylaeus su Forumgeopolitica.com, citando nell’introduzione il Vangelo di Matteo (21,12-13): Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che vi vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie di coloro che vendevano colombe. E disse loro: ’È scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera’, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri”. All’orizzonte si profila una svolta storica: il controllo dello Stretto di Hormuz potrebbe porre fine al dominio basato sul debito delle oligarchie finanziarie della City di Londra e di Wall Street. La similitudine è azzardata alquanto, tuttavia è intrigante seguirne la lettura. Mylaeus si chiede perché questa guerra, e perché proprio ora? Esistono numerose teorie riguardo alle ragioni e alla tempistica di questa guerra tra Stati Uniti e Iran. Lui prova ad aggiungere un’ulteriore prospettiva citando Lawrence Wilkerson, ex capo di stato maggiore del Dipartimento di Stato sotto il Segretario di Stato Colin Powell, che in un’intervista con Nima R. Alkhorshid fa i nomi dei veri istigatori dell’attuale clima di guerra in Asia occidentale: l’oligarchia usuraia di Londra e di altre regioni. E anche lì, il nome Rothschild continua a ripresentarsi, la cui storia di famiglia, scritta in modo opportunistico da Niall Ferguson, lo storico che all’epoca fu incaricato e pagato per questo scopo (“La casa dei Rothschild - I profeti del denaro - I, II”), e che ben spiega il loro modello di business principale fin dall’inizio: prestare denaro affermandosi come punto di riferimento nel mercato monetario. Solo una parte degli interessi percepiti dal debitore viene corrisposta ai creditori finali. Inoltre, è possibile negoziare titoli di Stato da ogni lato, acquistandoli a basso prezzo e rivendendoli a un prezzo superiore. “Non sorprende quindi più che un certo signor Epstein fosse in ottimi rapporti con i servizi segreti di tutte le parti, che un certo signor Macron fosse impiegato da Rothschild & Co e che un certo signor Merz abbia ricoperto la carica di presidente del consiglio di sorveglianza di BlackRock Asset Management Germany dal 2016 al 2020”conclude Niall Ferguson” spiega Mylaeus. Una breve panoramica dei complessi modelli di business spiega anche l’esigenza di trovare governi o leader disposti ad assumersi debiti a lungo termine sul mercato monetario. “Ma quando le grandi nazioni si orientano verso la creazione di un’economia reale sovrana (ovvero non permanentemente dipendente dal debito) per provvedere alle rispettive popolazioni, ciò toglie terreno sotto i piedi ai creditori. Pertanto, devono essere costrette alla sottomissione prima che le loro politiche, orientate verso un’economia reale sovrana si diffondano in tutto il mondo. Un esempio storico di come questa lotta di potere tra l’economia finanziaria globale e l’economia reale a favore del proprio popolo sia stata condotta con successo è proprio quello degli Stati Uniti”, col passaggio da un’economia reale a un’economia quasi esclusivamente finanziaria. Importanti istituzioni finanziarie come Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Morgan Stanley e altre hanno iniziato a investire a livello globale. Istituzioni come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale hanno promosso la liberalizzazione e la libera circolazione dei capitali in tutto il mondo. “Tra i principali artefici di questo sviluppo - prosegue Andreas Mylaeus - figurano i due ’filantropi’ Lord Jacob Rothschild, IV barone Rothschild, e David Rockefeller. Hanno giocato un ruolo decisivo nella perdita della sovranità economica degli Stati Uniti. Il paese era ormai completamente sotto il controllo dei mercati finanziari e, con esso, l’intero mondo occidentale, che non solo aveva adottato volontariamente questo sistema, ma aveva fatto tutto il possibile per promuoverlo ed espanderlo, fino al punto di subire la propria deindustrializzazione”. Così il mercato finanziario “riesce, attraverso le sue regolamentazioni e la sua propaganda, a vendere tale illusione come un’attività reale”. Qual è lo scopo di questo debito pubblico? “Il potenziale di ricatto nei confronti della classe politica - ora spesso definita ’classe Epstein’ - è praticamente illimitato”. Ma uno spettro si aggira per l’Occidente collettivo, e non è il comunismo, bensì un’economia reale sovrana modellata sui Brics, alleanza di economie emergenti che si impegna per un ordine mondiale multipolare e funge da contrappeso al sistema occidentale. “Individui intelligenti e ben informati come Alex Krainer - analista di economia, finanze e geopolitica nonchè ex gestore di fondi - hanno avanzato la teoria secondo cui all’interno dell’amministrazione Trump esistono forze che prevedono l’imminente collasso dell’attuale sistema finanziario basato sul debito e che stanno cercando di spezzare questo circolo vizioso”. L’agenda Maga è infatti fortemente incentrata sul rafforzamento dell’economia reale e un punto chiave era il ritorno della produzione industriale negli Stati Uniti e la critica alla deindustrializzazione in atto dagli anni ’80”. Comunque sia, taglia corto l’analisi di Krainer, se mai ci fu una disputa sulla linea da seguire all’interno degli ambienti della suddetta oligarchia finanziaria, ora sembra essere stata definitivamente risolta alla luce della guerra contro l’Iran. Come hanno fatto dunque i guerrafondai dietro le quinte a spingere gli Stati Uniti in questa guerra contro l’Iran? Ecco la sua ipotesi. “Donald Trump è stato ricattato (con i documenti di Epstein, dai suoi principali finanziatori o dall’Aipac)? Questa non è una spiegazione plausibile”. Più plausibile sembrerebbe la tesi qui presentata: l’oligarchia finanziaria dominante ha posto un aut aut. O intraprendete questa guerra ora contro i Brics, o vi stacchiamo la spina, il che significa che alla prossima asta di titoli del Tesoro statunitensi non ci saranno offerte da parte nostra. Nel suo colloquio con Chris Hedges - Giornalista vincitore del Premio Pulitzer - Max Blumenthal, caporedattore di The Grayzone, ha spiegato come una campagna di guerra psicologica israeliana abbia influito su Donald Trump con l’obiettivo finale di trascinare il Presidente in una guerra con l’Iran, convincendolo che l’Iran stesse cercando di ucciderlo. Ma “l’Iran non ha alcun interesse a negoziare. Ha già tentato quella strada. Si rende conto che questi non sono soggetti – gli Stati Uniti o Israele – con cui può fare ammenda o negoziare. L’Iran ha la capacità di infliggere danni economici enormi. E li sta già infliggendo a lungo termine. Dovremmo davvero preoccuparci della possibilità che sgancino un’arma nucleare”. Agli squali della finanza non importa chi vinca o venga distrutto; interessa solo che il loro gioco resti in piedi. Non si curano della distruzione di intere nazioni o regioni: dopotutto, possono raccogliere i cocci, offrirsi come finanziatori per la ricostruzione e, nel frattempo, dettare le condizioni, sia finanziarie che politiche. Qualunque distruzione sia dello Stato di Israele, delle basi americane o degli stati arabi, viene accettata con approvazione. Quale sarà il risultato finale? Blumenthal conclude: “Sembra che l’Iran stia tentando di realizzare ciò che Gesù tentò di fare, secondo la leggenda del Nuovo Testamento citata in precedenza: cacciare definitivamente i mercanti dal tempio e minare così le fondamenta della struttura di potere dell’era dell’Antico Testamento. C’è da sperare che ciò possa essere raggiunto senza che gli ex governanti ricorrano all’opzione Sansone”.
Raffaella Vitulano

( 2 aprile 2026 )

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