Con il piano casa, l'acquisto e l'affitto di abitazioni possono diventare accessibili per il 20% delle famiglie in più, secondo l' Ance, ma per le imprese servono tempi certi e flessibilità. Una simulazione presentata all'evento celebrativo per gli 80 anni dell'Associazione dei costruttori stima che il reddito medio necessario per l'accesso alla casa scenderebbe a Milano da 76.413 euro annui a 50.154 euro, per un'abitazione di 80 metri quadrati in periferia, a Roma da 61.033 euro a 40.059 e a Bari da 35.630 a 24.980. Gli interventi però sarebbero realizzabili e finanziariamente sostenibili per le imprese solo in alcune aree.
Tempi certi per l'attuazione del piano casa, che può' liberare risorse fino a 10 miliardi, tra nazionali e fondi comunitari. Ristori per le aziende, che ancora attendono 2 miliardi per il caro materiali dalla programmazione 2024-2025, in un frangente in cui le turbolenze geopolitiche agitano il mercato. Pianificazione degli investimenti successivi alla fine del Pnrr, con l'idea di sfruttare lo stesso metodo attuativo del Piano di Ripresa e Resilienza per velocizzare l'uso dei fondi Ue 2021-2027. Ance festeggia 80 anni quini e guarda al futuro con una serie di proposte avanzate dalla presidente Federica Brancaccio, che nelle prossime settimane concluderà il suo mandato. L'associazione che riunisce i costruttori italiani nacque il 5 maggio 1946 nell'Italia in macerie uscita l'anno precedente dalla Seconda Guerra Mondiale. Ance ha accompagnato la ricostruzione, il boom economico, la stagione dell'Ina Casa con l'eta' dell'oro dell'edilizia popolare, che ha cambiato il volto urbanistico di molti centri urbani.
Ottant'anni dopo il presente si chiama Piano Casa, il provvedimento approvato a fine aprile dal governo, con l'obiettivo di recuperare fino a 60 mila alloggi popolari attualmente non disponibili, con lavori di riqualificazione da effettuare. Sul piano casa "le risposte devono essere veloci, necessitano di anni per l'attuazione, se non si parte non si arriverà' mai alla conclusione. Nelle interlocuzioni avute con la politica abbiamo chiesto dei tempi definiti", altrimenti si "rischia di rallentare l'attuazione del piano", spiega Brancaccio. I fondi attivabili, tra risorse nazionali e Ue, sottolinea "sono circa 10 miliardi. Sappiamo che il governo sta provando ad attivare prima questi fondi tramite un prestito. In questo modo i fondi sarebbero da subito ben più del miliardo disponibile per il 2027". Il piano casa, ha sottolineato, "e' nato perche' abbiamo una larghissima fetta di popolazione che ormai non riesce piu' accedere al bene casa".
Brancaccio non nasconde che dal suo punto di vista il piano casa è una risposta emergenziale a un'emergenza, con forti deroghe, ma in realtà non tocca l'architettura, le regole di questo paese. Senza queste deroghe non si potrebbero fare nemmeno quegli interventi in emergenza immaginati". Tra i messaggi di auguri ad Ance c'e' anche quello della premier Giorgia Meloni: "Avete accompagnato le profonde trasformazioni dell'Italia. Lo avete fatto con il carattere che vi contraddistingue da sempre: una forza operosa che rappresenta uno dei pilastri dell'economia nazionale. L'edilizia e le costruzioni generano il 12% del Pil, sono uno dei principali motori della nostra crescita". Meloni sottolinea: "In questi anni il vostro contributo e' stato determinante per rilanciare lo sviluppo, accelerare sulle infrastrutture e sostenere l'occupazione. E per garantire che l'Italia riuscisse a mettere a terra il Pnrr".
La premier ricorda: "Con il piano casa abbiamo un nuovo strumento a disposizione, non solo per dare una casa ad un prezzo giusto a chi non ce l'ha ma anche per rendere le nostre comunita' piu' vivibili e a misura d'uomo". Dopo il caro materiali con la guerra in Ucraina dal 2022, negli ultimi 4 mesi e' arrivato quello legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Ad aprile 2026, annota Istat, i prezzi alla produzione delle costruzioni per edifici sono cresciuti dell'1,1% su base mensile e del 2,5% su base annua (da +1,8% di marzo 2026). Brancaccio sottolinea: "Lavorare in questo contesto geopolitico non e' semplice. Le imprese attendono ancora 2 miliardi di euro di ristori relativi agli anni 2024-2025. Il Pnrr ha dato lavoro e risorse, ma quest'anno termina. Inoltre i tempi di pagamento della Pa si stanno nuovamente allungando rispetto ai 25 giorni previsti. Se uniamo tutti questi puntini, potremmo trovarci in una situazione" complessa "e sarebbe un peccato".
Rodolfo Ricci
