Questa Magistratura "non potrà mai venir meno al ruolo assegnatole dalla Costituzione di garante indipendente della finanza pubblica contro ogni forma di cattiva gestione, di spreco o di danno all'erario e quindi alla collettività", ha affermato il presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2026. Alla cerimonia partecipano il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e le più alte cariche istituzionali. Carlino sottolinea che la recente entrata in vigore della riforma "incide in modo rilevante sulle funzioni giurisdizionali e di controllo della Corte dei Conti e la sua applicazione risentirà inevitabilmente della formulazione non sempre univoca e puntuale delle nuove disposizioni, che presentano peraltro problemi di coordinamento fra di loro e con le norme previgenti".
Ma forti elementi di incertezza del quadro macroeconomico internazionale, segnato da tensioni commerciali e dalla prosecuzione e accentuazione dei conflitti geopolitici, ci chiedono di rafforzare il tessuto economico nazionale e di avanzare con tenacia nel percorso di modernizzazione, è uno dei messaggi del presidente della Corte dei Conti. "La tenuta dei conti pubblici e la disciplina di bilancio vanno conciliate con la coerenza delle scelte allocative delle risorse e con le aspettative di famiglie e imprese verso la stabilità, assicurando la robustezza dell'iter di risanamento e la sostenibilità del debito". Anche nel 2025 è emerso un aumento delle "fattispecie di danno riguardanti condotte dolose di distrazione dei contributi e dei finanziamenti pubblici, di provenienza unionale, statale e regionale, anche a valere su fondi Pnrr".
Per il presidente Carlino si tratta, nello specifico, dello sviamento, da parte di privati, dalle finalità per le quali erano stati erogati i finanziamenti, configurando spesso "profili di corruzione e incidendo anche sugli obblighi dell’Italia nei confronti dell’Unione europea", ha spiegato. L'attività svolta nell'anno appena trascorso è caratterizzata, come nei precedenti, dalla ricezione da parte delle Procure regionali di numerosissime denunce di danno per un totale di 48.505. "Il maggior numero di segnalazioni è pervenuto dalle pubbliche amministrazioni, dai privati e dall'autorità giudiziaria", ha confermato il procuratore generale della Corte dei conti, Pio Silvestri, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2026. Il numero così elevato di denunce, in aumento rispetto al 2024, è l'evidente dimostrazione che le Procure regionali sono percepite dai cittadini, e dalle stesse pubbliche amministrazioni, "come imprescindibile baluardo alle ruberie, agli sprechi, alle inefficienze che causano il depauperamento delle risorse pubbliche con le conseguenti negative ricadute sulla collettività", ha aggiunto.
Peraltro, dopo quasi sei anni di scudo erariale, non vi è alcuna evidenza di benefici in termini di celerità ed efficienza determinati da detta misura. È ovvio, infatti, che soltanto riforme strutturali sono davvero in grado di migliorare la funzionalità della pubblica amministrazione. Talune argomentazioni "ancorandosi a una supposta 'paura della firma', prospettano l'operato della Corte dei Conti come un ostacolo all'agire della P.A", sottolinea la magistratura contabile, dove osserva che tali posizioni palesano un atteggiamento di sostanziale indifferenza, se non di contrarietà, verso gli strumenti di tutela delle risorse pubbliche, la cui custodia e sana gestione assicurano allo Stato i mezzi indispensabili per svolgere le proprie funzioni e i propri servizi, per soddisfare i diritti dei cittadini e per rendere più prospera e forte la Repubblica.
Ma sul ponte sullo Stretto di Messina, il governo conferma la validità e la giustezza di realizzare una grande opera di ingegneria molto forte. È un'opera che aiuta a togliere dall'isolamento milioni di cittadini siciliani, che aiuta il Sud a collegarsi meglio con il resto del Paese e a connettersi con l'Europa, ha ricordato a Reggio Calabria il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Luigi Sbarra. "Il governo - ha aggiunto - è impegnato a rispondere ai rilievi della Corte dei Conti, ma confermiamo la volontà politica di andare nella direzione di costruire il ponte sullo Stretto che è condizione anche per sostenere la ripartenza dell'economia, della struttura produttiva, dell'occupazione nelle aree del Sud".
Rodolfo Ricci
