Lunedì 28 settembre 2026, ore 14:30

Economia 

Carburanti: scatta il tetto al prezzo di Eni, si unisce anche rete Ip 

A partire da oggi è scattata l’iniziativa di Eni per contenere l'impennata del caro-carburanti, introducendo un tetto massimo ai prezzi praticati sulla propria rete. La misura prevede un limite di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, con l'obiettivo di offrire un cuscinetto a famiglie e pendolari a fronte dei recenti rialzi record alla pompa. A ruota si è unita anche IP (Italiana Petroli, controllata dal gruppo azero Socar), che ha accolto l'invito del governo annunciando a sua volta un meccanismo per calmierare le tariffe su migliaia di impianti. Il tetto "verrà applicato progressivamente" e come detto, partendo dalla rete a marchio Ip, potrebbe poi estendersi alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori che si riforniscono da Ip.

"Accogliamo con favore la scelta di Eni e di Ip di mettere un tetto al prezzo dei carburanti. È un atto di responsabilità verso famiglie e lavoratori. Bene hanno fatto il governo e la presidente Giorgia Meloni a sollecitare le compagnie. Gli impegni volontari, però, a regime coprono meno di quattro distributori su dieci, sono a termine e possono essere rivisti in qualsiasi momento. Serve una norma stabile che faccia scattare in automatico un tetto dinamico, uguale per tutti gli operatori, quando i prezzi alla pompa salgono oltre quanto giustificano le quotazioni internazionali. Il limite deve agire sui margini che si formano a monte, senza scaricarne il costo sui gestori, che lavorano con pochi centesimi al litro", ha commentato la segretaria generale della Cisl ,Daniela Fumarola.

"Belgio e Lussemburgo hanno da anni un prezzo massimo legato alle quotazioni e la Germania punta a introdurre un tetto entro gennaio. L'Italia può arrivarci prima - ha sottolineato - Il contributo europeo di solidarietà sui superprofitti va riattivato e destinato a chi è più colpito, ma interviene quando il rincaro è già stato pagato. Il tetto lo ferma alla fonte. Va poi introdotto un principio redistributivo: almeno una parte dell'extragettito Iva deve finanziare sostegni al reddito per le famiglie meno abbienti, che spesso l'auto non ce l'hanno e non vedono né lo sconto sulle accise né l'esenzione dal bollo. Infine, governo e parti sociali devono costruire insieme, già nella prossima legge di bilancio, una politica espansiva dei redditi. È così che si difende il potere d'acquisto di lavoratori e pensionati".

Per un pieno settimanale da 50 litri, secondo la stessa analisi, una famiglia risparmierà 8,45 euro con un'auto a benzina e 9,35 euro con un'auto diesel. Sui 30 giorni di durata iniziale della misura il vantaggio è di 36-40 euro per auto, che salirebbe a 115-127 euro in caso di proroga fino al 31 dicembre. Più rilevante, calcola Unimpresa, l'effetto sulle micro e piccole imprese che si riforniscono alla pompa. Un artigiano con un furgone e un consumo di 80 litri settimanali risparmia 12,26 euro a settimana al netto dell'Iva, un'attività di commercio e distribuzione locale con 120 litri 18,39 euro, un corriere dell'ultimo miglio con 240 litri 36,79 euro. Per una flotta di dieci furgoni il beneficio arriva a 245 euro settimanali e a oltre 3.300 euro fino a fine anno.

Anche l'Ufficio studi della Cgia di Mestre saluta con soddisfazione lo sconto che da ieri viene applicato nelle aree di servizio Eni sul prezzo di benzina e diesel, ma la situazione resta comunque molto critica. "Rispetto al 27 febbraio scorso, giorno precedente allo scoppio della guerra tra Usa e Iran - afferma una nota della Cgia - chi farà il pieno nei prossimi giorni presso i distributori Eni pagherà comunque il 19,2% in più per la benzina e il 27,3% in più per il diesel. Aumenti che, comunque, rischiano di minare la tenuta finanziaria di famiglie, pendolari e parecchie categorie economiche".

Rispetto ai prezzi medi applicati sulla rete nazionale in modalità self dalle altre compagnie, sempre rispetto al 27 febbraio, oggi gli aumenti si attestano sul +29% per la benzina e sul +36% per il gasolio. "Ecco perché - sostiene la Cgia - è necessario un intervento di Bruxelles che permetta agli stati membri una maggiore flessibilità sui conti pubblici, affinché possano ridurre le componenti fiscali sul prezzo alla pompa".

Rodolfo Ricci

( 28 settembre 2026 )

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