Continuare ad impegnarsi in un compito non solo assicurativo ma che comprenda anche la diffusione della cultura della prevenzione e il sostegno alle imprese, con l’obiettivo di incidere sui livelli ancora elevati di infortuni e malattie professionali: è il messaggio del presidente dell’ Inail, Fabrizio D’Ascenzo, nella Relazione annuale 2025 presentata alla Camera. Un monito che arriva alla luce dei numeri del 2025, nel corso del quale le denunce complessive di infortunio sono state quasi 600mila, in aumento dell’1,2% rispetto alle quasi 594mila del 2024, delle quali 519mila sono per lavoratori (+0,8% sul 2024) e 81mila per studenti (+3,4%), rispetto ai casi mortali pari a 1.198, in calo del 3,3% rispetto ai 1.239 del 2024.
Questo il quadro contenuto nella Relazione annuale dell'Istituto che, per il suo presidente, illustra l’attività dell’Inail in un anno caratterizzato da rilevanti mutamenti normativi e organizzativi, confermandone il ruolo centrale nel sistema nazionale di tutela, ricerca, innovazione e promozione della salute e sicurezza sul lavoro. “Nel 2025 - ha detto D'Ascenzo - un decisivo salto di qualità per il rafforzamento del ruolo dell’Inail nella promozione della cultura della salute e della sicurezza nei luoghi del lavoro è stato consentito dall’emanazione del decreto 159 del 31 ottobre, poi convertito in legge, che ha attribuito all’Istituto nuove e più ampie funzioni: la revisione delle aliquote in ottica di premio alle aziende virtuose; l’incentivazione di dispositivi di protezione individuali intelligenti; il rafforzamento della formazione nei settori a maggior rischio; l’adozione di linee guida per il tracciamento dei 'near miss', i mancati infortuni; la consultazione gratuita delle norme tecniche. Un panorama all'interno del quale l'Inail, per D'Ascenzo “si conferma soggetto centrale del sistema nazionale di prevenzione, formazione, incentivazione e promozione della sicurezza sul lavoro, con l’obiettivo di ridurre il numero ancora troppo elevato di infortuni e malattie professionali nel nostro Paese”, riaffermando “il diritto alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro sancito dalla Carta costituzionale”. Un diritto che spesso non trova piena applicazione, come nel caso di infortuni in occasione di lavoro, le cui denunce sono aumentate (+0,5%, pari a 414.917 casi), quelle per incidenti in itinere (nel tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il posto di lavoro) che sono state 104.417, in crescita del 2,4% rispetto all'anno precedente, superando anche il dato del 2019 (103.492) e, infine, quelle riguardanti le malattie professionali, le cui denunce nel 2025 sono state 98.312, in forte aumento rispetto alle 88.338 del 2024 (+11,3%): il dato più alto degli ultimi 26 anni che quadruplica i valori registrati nel 2000. Una situazione preoccupante per la quale D'Ascenzo ha auspicato l'abolizione del “criterio selettivo che conforma il Testo unico, allo scopo di estendere, secondo un tendenziale principio di universalità, le tutele Inail a nuove platee di lavoratrici e lavoratori, con misure che permettano l'adeguamento delle prestazioni economiche garantite a infortunati, tecnopatici e superstiti, come ad esempio l'aggiornamento delle tabelle di indennizzo del danno biologico, o l'incremento dell'indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta. “Il nostro obiettivo è quello di diffondere la cultura della sicurezza, farla diventare patrimonio comune delle persone e, soprattutto, portarla all’interno di tutti quei luoghi in cui le persone vivono la loro vita, compreso le nostre case, altro tema su cui lavoreremo con l’Inail per rendere ancora più sicuro non solo il lavoro domestico, ma anche la vita all’interno delle mura domestiche”; così il ministro del Lavoro, Marina Calderone, nel suo intervento. Il ministro ha anche sottolineato quanto sia importante lavorare sulla riqualificazione delle imprese e sul fatto che oggi investire nella sicurezza sia dimostrazione, oltre che di attenzione per i lavoratori, anche di quanto un’impresa sana sappia investire in sicurezza per investire sulle persone.
Anna Taverniti

