Il principio della “necessità interiore” muove l’artista alla ricerca di forme e colori adatti ad esprimere contenuti nuovi, immaginativi e capaci di suscitare ampie risonanze nell’anima. Vassily Kandinsky (1866-1944), un artista rivoluzionario alla ricerca di forme rappresentative espressive, è il maestro che ha ridefinito il linguaggio della pittura moderna trasformando colore, forma e segno in emozione e inaugurando il nuovo linguaggio dell’arte astratta. Dopo oltre 25 anni, Roma dedica al pittore russo una grande mostra. Dal 15 settembre al 14 febbraio 2027 le sale di Palazzo Bonaparte traboccano di emozioni, bellezza, suggestioni: accordi di colori che ispirano vibrazioni sonore e armonie di pensieri. Tra i capolavori esposti “Giallo-Rosso-Blu” (1925); “L’arco nero” (1912); “Azzurro cielo” (1940).
Prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou (che si prepara ad una lunga chiusura per restauri) e curata da Angela Lampe riunisce oltre settanta opere provenienti da musei internazionali e dalla prestigiosa galleria francese, che conserva il più completo e importante nucleo di lavori dell’artista grazie alle donazioni e al lascito della moglie Nina.

