Sabato 10 ottobre 2026, ore 19:50

Lussemburgo 

Ecofin, c’è l’accordo politico sulla vigilanza dei mercati 

L'Ecofin a Lussemburgo ha trovato un accordo politico sul pacchetto sulla Supervisione dei mercati, che prevede misure per approfondire l'integrazione dei mercati dei capitali Ue mirando a sostenere la competitività. "Il Consiglio ha raggiunto un accordo sul pacchetto. Il testo giuridico sarà ora finalizzato per rispecchiare l'intesa raggiunta e sarà poi formalmente approvato in una prossima riunione del Consiglio", ha detto per la presidenza del Consiglio il ministro irlandese Simon Harris. Il Pacchetto per l'integrazione e la supervisione dei mercati dei capitali (Misp) prevede in sostanza una vigilanza europea più forte sui mercati finanziari, ma limitata agli operatori di maggiori dimensioni e alle attività più rilevanti a livello transfrontaliero, senza esautorare le autorità nazionali.  Nelle intenzioni della Commissione è uno dei pilastri della strategia europea per mobilitare il risparmio privato e favorire gli investimenti nell'economia, superando la frammentazione dei mercati. Al centro della riforma c'è il rafforzamento dell'Esma, l'autorità europea di vigilanza sui mercati finanziari, che assumerà il controllo diretto di alcune delle principali infrastrutture di mercato e dei maggiori operatori transfrontalieri, oggi sottoposti prevalentemente alle autorità nazionali.

E tanto per cambiare la commissaria ai servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha criticato apertamente la proposta di compromesso della presidenza Ecofin sulla vigilanza dei mercati finanziari: "Ci sono due aree centrali in cui il compromesso si distanzia delle ambizioni proposte dalla Commissione: la 'governance' e il grado di centralizzazione della supervisione'. Per esempio vengono escluse dalla competenza diretta di Esma, autorità Ue dei mercati finanziari, diverse Borse (tra cui Deutsche Boerse) e alcune importanti controparti centrali che forniscono servizi di compensazione e alcuni depositari centrali di titoli".

Ma a tenere banco ancora è la posizione della Commissione Ue che esaminerà più a fondo le richieste italiane di flessibilità fiscale per fronteggiare l'inflazione, anche se invita intanto alla prudenza e al rispetto dei piani di spesa concordati con Bruxelles. Da parte sua il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti si è detto fiducioso che le ragioni italiane troveranno spazio nell'interpretazione delle regole. Intanto l'Italia incassa il primo via libera di Bruxelles alla clausola di salvaguardia nazionale per energia e difesa. Dai Paesi 'frugali' e non solo, Olanda e Belgio su tutti, è arrivato intanto un chiaro altolà alla richieste di nuova flessibilità. "Esamineremo più a fondo le richieste di Italia e Grecia.Ho avuto colloqui sia con il ministro greco Kyriakos Pierrakakis sia con il ministro Giorgetti per discutere della situazione", ha spiegato il commissario europeo Valdis Dombrovskis.

"Il quadro delle regole fiscali contiene già elementi che aiutano e tengono conto della questione dell'aumento dell'inflazione e dell'impatto di una maggiore inflazione sulla traiettoria di crescita della spesa netta", ha sottolineato. Tra le turbolenze sui mercati obbligazionari globali e gli spread al rialzo nell'eurozona "è necessaria prudenza fiscale". "Gli Stati membri dovrebbero attenersi agli obiettivi dei piani strutturali di bilancio a medio termine e utilizzare con cautela la flessibilità disponibile nell'ambito della clausola di salvaguardia nazionale", ha quindi avvertito. Il nuovo quadro fiscale, ha ricordato, "contiene già diversi elementi di flessibilità per affrontare la situazione attuale in modo equilibrato", "non possiamo continuare a introdurre nuove forme di flessibilità fiscale".

Infine via libera all'Ecofin a ulteriori approfondimenti sulla possibilità di introdurre una tassa europea sugli extraprofitti delle aziende energetiche. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze irlandese Simon Harris, alla presidenza del Consiglio Ue. "È stato concordato che la questione merita ulteriori approfondimenti e un lavoro a livello tecnico", ha detto, precisando che i ministri hanno incaricato i propri funzionari di continuare a esaminare questa possibilità, parallelamente al piano della Commissione europea di riunire un gruppo di lavoro sul tema. 

Altra questione: il rialzo dei tassi di interesse a lungo termine registrato quest'anno nell'Eurozona è dovuto principalmente a fattori globali, in particolare all'aumento delle emissioni di debito a livello mondiale e allo shock inflazionistico provocato dal conflitto in Medio Oriente.
Lo ho chiarito la presidente della Bce, Christine Lagarde, ai ministri delle Finanze dell'Eurozona riuniti il giorno prima all'Eurogruppo, secondo quanto si apprende da fonti informate.
Lagarde ha osservato che, nonostante il rapido aumento dei prezzi dell'energia, non emergono ancora segnali di una diffusione delle pressioni inflazionistiche agli altri settori dell'economia.

Rodolfo Ricci

( 9 ottobre 2026 )

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