Gennaio 2026 sarà ricordato in Calabria per l’allerta meteo: gialla, arancione, rossa. A Reggio Calabria, città metropolitana, si è tornati a scuola il 22 gennaio dopo due giorni di chiusura (aule vuote anche in moltissimi altri comuni), mentre la costa del capoluogo (denominata Catanzaro Lido, in quanto fa parte del medesimo comune, pur essendo distante circa 15 km dal centro) ha visto onde altissime e pericolose infrangersi sulla spiaggia, danneggiando le attività turistiche (lidi, bar, ristoranti) in prossimità della costa. E i danni più gravi - comprese pericolose voragini nelle strade come in prossimità di Bivongi, nel reggino- si hanno nei piccoli paesi, lontani dai “salotti buoni” della regione, per i quali la prevenzione di natura idrogeologica non è stata nel tempo adeguatamente curata. Tuttavia, se da un lato il ciclone Harry, con venti, precipitazioni e mareggiate ha causato problemi di rilievo, la macchina dei soccorsi, seppure con difficoltà, funziona, come sottolinea il Segretario Generale regionale Cisl Calabria, Giuseppe Lavia con centinaia di interventi per garantire sicurezza e ripristino dei servizi interrotti: «Dalla protezione civile, ai vigili del fuoco, alle forze dell'ordine, dall'Anas alle squadre di manutenzione e pronto intervento comunali. A tutti loro va il nostro ringraziamento più sentito». E ancora: «La Cisl chiede che vengano attivate tutte le procedure previste, ad iniziare dalla richiesta dello stato di emergenza nazionale, per come già anticipato dal Presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Ognuno deve fare la sua parte. Serve un intervento straordinario immediato che possa garantire il sostegno indispensabile per la ripartenza delle tante attività economiche compromesse e che possa consentire il ripristino di tantissime infrastrutture duramente danneggiate». Il ciclone ha devastato le zone costiere di Sicilia, Calabria e Sardegna e il governo centrale si è impegnato a sostenere le comunità che hanno subito danni. A Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, sulla fascia ionica, la mareggiata ha fatto crollare cento metri del tratto del lungomare. In alcune zone della regione sarebbe caduta, in quattro giorni, una quantità di pioggia pari a circa la metà della precipitazione media annua: casi senza precedenti. Fortunatamente non ci sono in Calabria né vittime né feriti, anche se la prima cosa da fare, secondo il presidente Occhiuto, è la conta dei danni. In una regione - penisola nella penisola, circondata per tre lati dal Mediterraneo- per la quale il mare dovrebbe essere una risorsa, e non un problema. Intanto in Sicilia tutte le sedi territoriali della Cisl, delle associazioni Adiconsum,Anolf, Anteas, del Caf Cisl, del patronato Inas e del sindacato inquilini Sicet,sono a disposizione delle persone che hanno subito danni a causa del maltempo. “Riteniamo prioritario esserci - dichiara il segretario generale Cisl Sicilia, Leonardo La Piana - garantendo il supporto di tutta la nostra organizzazione e di tutta la rete dei nostri servizi e delle associazioni”. Il segretario generale della Cisl Sicilia sollecita il governo e il Parlamento regionali ad adottare velocemente interventi straordinari di sostegno. E ribadisce la necessità di varare prima possibile ogni misura di ammortizzatore sociale. “Il governo nazionale dichiari subito lo stato di calamità naturale - aggiunge La Piana - perché oggi l'esigenza è di agire con assoluta tempestività”. La Cisl Sicilia rimarca, come già sottolineato dai segretari territoriali del sindacato, il grande impegno di tutti i lavoratori in prima linea “A loro va il nostro sentito ringraziamento - continua La Piana - e deve andare quello da parte delle istituzioni a tutti i livelli. Ringraziamento che però non deve essere solo a parola, ma va tradotto in azioni e interventi che riconoscano il valore e le competenze di queste persone”.

