Venerdì 10 luglio 2026, ore 6:27

Economia 

Eurogruppo diviso su caro-energia ma chiede prudenza sulla flessibiità 

La crisi energetica e i suoi effetti economici erano già stati inseriti nell'agenda ma il ritorno dello spettro del conflitto ad Hormuz ha reso il dossier centrale nella riunione dell'Eurogruppo di ieri, l'ultima prima delle ferie estive. Un eventuale blocco dello Stretto di Hormuz rialzerebbe d'improvviso l'allarme sulle forniture di gas e petrolio, con effetti sui prezzi e sui titoli in Borsa che, già nella giornata di mercoledì, si sono palesati in maniera evidente. È stata anche la prima occasione, per 21 ministri di Eurolandia, per confrontarsi con il carnet di investimenti ammessi per l'estensione della clausola della difesa all'energia.

Una mossa, quella della Commissione, che continua a non piacere a tutti in Ue. Un alto funzionario, alla vigilia dell'incontro, ha infatti ribadito un concetto certamente caro ai frugali ma ben chiaro anche ai piani alti di Palazzo Berlaymont: una flessibilità può minare la credibilità delle politiche di bilancio dell'Eurozona e va comunque strettamente legata a investimenti che, nel solco della transizione, portino ad una maggiore autonomia energetica dell'Ue. Da Bruxelles, di fatto, è arrivato un richiamo alla prudenza anche perché le prospettive per il 2027, non sembrano rosee. Il Fondo Monetario ha certificato che l'Eurozona quest'anno crescerà dello 0,9%, ovvero 0,2 punti in meno rispetto alle stime di aprile.

Un report pubblicato dal Mes lunedì scorso ha accentuato il senso di allarme che corre tra le cancelliere europee, parlando di sfide senza precedenti per la moneta unica, forse mai così sotto pressione. All'Eurogruppo - al quale ha partecipato il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti - non c’è stata di fatto alcuna approvazione formale alla nota sugli investimenti legati alla flessibilità energetica, formulata dalla Commissione la settimana scorsa. Per i 27 - con l'Italia sotto la lente, essendo stata la principale richiedente della deroga al Patto sull'energia - l'esame dell' Eurogruppo è previsto solo fra qualche mese, quando ciascun governo presenterà i propri piani nazionali. Ma lo scontro tra i frugali e i Paesi del Med ha avuto luogo, tanto per cambiare, già alla riunione di ieri. Ad alzare la temperatura ci ah pensato la proposta preparata dal ministro spagnolo dell'Economia Carlos Cuerpo: chiedere alla Commissione di emettere debito comune fino a 850 milioni l'anno, per mutuarli poi in prestiti ai 27.

Secondo Madrid, infatti, con un meccanismo per una parziale centralizzazione del debito i Paesi fortemente indebitati potrebbero trarre vantaggio dai costi di finanziamento più bassi della Commissione europea, liberando così miliardi da destinare alle priorità nazionali. Priorità che, dalla difesa all'energia, necessitano di risorse sempre più ingenti sebbene il tetto per la flessibilità stabilito dalla Commissione sia rimasto invariato, pari all'1,5% del Pil. La proposta, che è stata illustrata durante il dibattito sul ruolo internazionale dell'euro, prevede la creazione di un Meccanismo Sovrano Europeo (European Sovereign Facility, Esf).

Il sistema consentirebbe alla Commissione europea di centralizzare una parte delle emissioni di debito nazionali, collocando obbligazioni dell'Ue e trasferendo poi le risorse agli Stati sotto forma di prestiti. Nel meccanismo potrebbero confluire anche le emissioni del Mes e del Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf). Madrid sottolinea che l'operazione comporterebbe soltanto una riorganizzazione del debito esistente, senza incrementarne il volume, e su base volontaria. Il ministero stima un risparmio iniziale di circa 5 miliardi di euro l'anno sugli interessi, destinato a superare 25 miliardi annui a regime se il costo delle emissioni europee convergesse verso quello dei Bund tedeschi. Il piano prevede inoltre un meccanismo di compensazione affinché i Paesi che già si finanziano a tassi più bassi non sostengano costi superiori agli attuali.

La seconda parte dell'Eurogruppo è statat allargata anche a tutti i Paesi Ue e ha avuto soprattutto un tema sul tavolo: le implicazioni dell'intelligenza artificiale e della sicurezza informatica per il settore finanziario. Alla riunione è stato presente anche Arthur Mensch, ceo di Mistral, il colosso francese dell'IA generativa.

Rodolfo Ricci

( 9 luglio 2026 )

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