Mercoledì 8 luglio 2026, ore 13:04

Arte

Un lavoro corale

di MARIA LUCIA SARACENI

Dureranno cinque anni i lavori di restauro dell’ala ovest della Seconda Loggia dei Musei Vaticani, la celebre Loggia di Raffaello, uno dei capolavori assoluti del Rinascimento. Il progetto è stato presentato il 24 giugno nella Galleria Lapidaria e sarà realizzato grazie al sostegno del World Monuments Fund, la principale organizzazione indipendente dedicata alla salvaguardia dei luoghi più preziosi del mondo; e della Stephen A. Schwarzman Foundation. Il progetto di restauro si avvale anche del supporto dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums, da oltre 40 anni sostenitori dei Musei Vaticani.

Il cantiere di restauro sarà allestito al secondo piano del Palazzo Apostolico e affacciata sul cortile di San Damaso. Progettata dall’Ur binate e decorata tra il 1517 e il 1519 dai suoi allievi per papa Leone X de’ Medici (1513-1521), la Seconda Loggia fu da subito considerata una delle più alte espressioni dell’arte rinascimentale applicata all’architettura e costituisce ancora oggi una delle testimonianze più raffinate del linguaggio figurativo del primo Cinquecento.

Lunga 65 metri e larga 4, è suddivisa in tredici campate, ciascuna decorata da quattro episodi biblici sulla volta. Le prime dodici campate presentano episodi dell’Antico Testamento, mentre l’ul tima è dedicata al Nuovo. I capi decoratori furono Giulio Romano per le scene bibliche sulle volte e Giovanni da Udine per gli elementi botanici, parte delle grottesche (altre sono ascrivibili a Perin del Vaga) e gli stucchi all’an tica. “Da sempre percorsa da cardinali, alti prelati, e ambasciatori in visita al Papa - illustra la direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta - ammirata e copiata dai più grandi artisti italiani e stranieri e meta imprescindibile del Grand Tour, la Loggia è situata negli ambienti della Santa Sede e della Segreteria di Stato. L’intervento conservativo del capolavoro raffaellesco segnerà un momento determinante nella storia del restauro così come nella storia dell’arte del Rinascimento italiano”.

La Loggia di Raffaello è uno dei complessi artistici più importanti e più delicati al mondo. Sottolinea il presidente della Stephen A. Schwarzman Foundation: “L’e redità più duratura di questo progetto non sarà costituita soltanto dai capolavori restaurati, ma anche dai restauratori che verranno formati lungo il percorso. La Loggia di Raffaello appartiene all’intera umanità e, investendo nelle persone che apprenderanno presso il Vaticano e la Villa Imperiale di Pesaro le metodologie scientifiche di conservazione, contribuiamo a tutelare non solo quest’opera, ma anche innumerevoli altri tesori artistici nel mondo per le generazioni future. La formazione di queste competenze rappresenta uno degli investimenti più duraturi che possiamo compiere per il nostro patrimonio culturale comune”.

Nel 1813-1814 le arcate del lato est della Loggia furono chiuse da vetrate, con un lavoro supervisionato da Antonio Canova. La chiusura, modificando il microclima della Loggia, ha impedito nel corso degli anni il ricambio d’aria e provocato la stagnazione dell’u midità proveniente dal piano superiore. La pluralità e particolarità delle tecniche pittoriche esecutive impiegate (delicate stesure a secco su stucco romano per le grottesche, finiture a tempera o a calce applicate su basi ad affresco per i festoni e i fondi in azzurrite), unitamente al microclima tipico di un ambiente esposto per secoli all’azione diretta degli agenti atmosferici, hanno determinato uno stato di conservazione estremamente precario. Dopo circa mezzo secolo dall’ultimo parziale restauro è stato intrapreso, sulla VI campata della Loggia, un cantiere ’’pilota’’ di studio. Suddiviso in due fasi, da gennaio 2019 a settembre 2020 e da gennaio 2023 a dicembre 2024, esso ha consentito di mettere a punto un’idonea metodologia di intervento.

“L’osservazione della superficie spiega Paolo Violini, capo restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani - ha evidenziato la necessità di adottare una metodologia di pulitura «a secco», in modo da preservare le delicate stesure originali e i loro labili resti, oltremodo sensibili all’azione di procedure per via chimica. A questa esigenza ha risposto egregiamente la tecnologia laser. Dopo una serie di test con varie tipologie e con diverse modalità, si è scelto un modello «a fibra attiva», molto versatile nella gestione del livello di pulitura, consentendo un controllo accurato e dettagliato”.

Utilizzando questa metodologia, un’équipe di oltre venti restauratori dei Musei Vaticani interverrà sulla delicata e mirabile superficie decorata (circa 1.300 metri quadri) della Loggia raffaellesca: un lavoro corale in stretta sinergia con la Direzione dei Musei Vaticani, il Reparto per l’Arte dei secoli XV-XVI, il Gabinetto di Ricerche Scientifiche e l’Ufficio del Conservatore dei Musei Vaticani. A completamento del restauro è prevista la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione, e l’in stallazione di nuove vetrate che garantiranno un’adeguata conservazione degli spazi, filtrando i raggi ultravioletti e assicurando l’abbattimento del calore in ingresso, garantendo al contempo un’ottima qualità sotto il profilo ottico ed estetico.

( 8 luglio 2026 )

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Al via il restauro della Loggia di Raffaello al Palazzo Apostolico di Roma

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