Mercoledì 15 aprile 2026, ore 21:04

Caporalato 

Ghetti nel foggiano, il sostegno alle buone pratiche 

Sopralluogo istituzionale presso le strutture di “Casa Sankara” a San Severo e nel ghetto di Borgo Mezzanone, la più grande baraccopoli d’Italia, dove vivono in rifugi di fortuna 5 mila lavoratori agricoli immigrati. In visita una delegazione della Commissione lavoro del Parlamento europeo, assieme al sindacato agroalimentare europeo Effat e agli affiliati italiani della categoria.
All’iniziativa, alla quale ha fatto seguito un incontro con i vertici dell’Ente bilaterale Ciala-Ebat, hanno preso parte eurodeputati appartenenti a Left, Epp, S&D, Ecr. Per l’Effat è stata l’occasione per sollecitare l’Ue: “Lo sfruttamento in agricoltura è un problema strutturale diffuso in tutta Europa e richiede un’azione urgente, per cui abbiamo definito quattro priorità: contrastare gli abusi dei caporali, rafforzare le ispezioni, consolidare la condizionalità sociale della Pac e porre fine alle baraccopoli attraverso i progetti abitativi dell’Ue. Su ciascuna di queste priorità l’Effat ha presentato proposte chiare, non c’è più tempo da perdere, è una questione di giustizia sociale”, ha sottolineato il segretario generale Enrico Somaglia.
“Dopo i tanti incontri di quest’inverno, con cui abbiamo assistito molti lavoratori agricoli dei ghetti – ha commentato la delegazione della Fai-Cisl, composta da dirigenti locali, regionali e dal Reggente nazionale Antonio Castellucci – anche questa giornata ha rappresentato una tappa importante per sensibilizzare le istituzioni sulle loro gravi condizioni abitative e sui fenomeni di sfruttamento diffusi nel territorio, ma abbiamo avuto anche un riscontro positivo rispetto alle azioni virtuose messe in campo in questi anni grazie alla bilateralità e al costante impegno del sindacato. Se da un lato bisogna continuare a denunciare il caporalato come reato che soffoca lo sviluppo e calpesta la dignità di chi lavora, dall’altro è un nostro dovere replicare le buone pratiche di prevenzione, e da questo punto di vista la Puglia si conferma come un laboratorio avanzato in cui esperienze come ”Casa Sankara” dimostrano che uscire dai ghetti è possibile facendo leva sulla partecipazione dei lavoratori e sul confronto con imprese e istituzioni”. Il riferimento a ”Casa Sankara”’ non è casuale: in questa cooperativa risiedono circa 500 migranti, coltivando 20 ettari di terreno e producendo oltre 200 tonnellate di pomodori l’anno attraverso partnership di commercio equo.
L’iniziativa ha confermato il bisogno di continuare ad agire con i progetti territoriali su alcune priorità come i trasporti e gli alloggi per i braccianti. Mentre sul piano nazionale il confronto con il governo prosegue sul Tavolo interministeriale. In quella sede, i sindacati hanno ottenuto, tra i vari punti, un impegno importante a completare entro giugno il sistema Silca per l’incrocio dei dati contro il caporalato. Tra le proposte avanzate, ha evidenziato il Reggente nazionale della Fai-Cisl Castellucci, “il superamento del click day per i lavoratori stranieri e un miglioramento del mercato del lavoro agricolo tramite la valorizzazione della bilateralità territoriale”.
Durante la giornata non sono mancati i riferimenti al mancato uso dei fondi del Pnrr per superare il ghetto di Borgo Mezzanone. Ha commentato Castellucci: ”Colpisce che siano rimasti esclusi dai progetti approvati proprio alcuni contesti così drammatici, simbolo di marginalità e di mancata integrazione: la politica, a tutti i livelli, avrebbe potuto e dovuto fare di più, con maggiore coraggio, visione e capacità di intervento”.
Rossano Colagrossi

( 1 aprile 2026 )

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