Mercoledì 8 luglio 2026, ore 20:01

Attualità

I borghi e le periferie nel futuro del Paese

Riflettere sul futuro delle città, delle periferie e dei territori, in un contesto di profonda trasformazione dei luoghi dove le persone vivono, operano e transitano: questo il tema dell'incontro “L'Italia che abiteremo”, che si è svolto ieri presso il Palazzo Inail di Roma, promosso da Remind (Associazione delle buone pratiche dei settori produttivi della Nazione). Un incontro che ha affrontato i temi dell’immobiliare, delle infrastrutture e della mobilità, con particolare attenzione alle sfide della sostenibilità ambientale, dell’innovazione tecnologica, della sicurezza integrata e della qualità della vita. Tra gli intervenuti, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi: “L'iniziativa di oggi - ha detto - accende i riflettori su tematiche che il ministero del Turismo segue con attenzione: territori, infrastrutture, mobilità, sostenibilità, innovazione tecnologica e sicurezza. Autenticità e genuinità devono essere valori ispiratori per costruire insieme un’Italia più connessa, innovativa e sostenibile”. “Nel nome 'Remind' – ha sottolineato il ministro - troviamo una chiave di lettura fondamentale: ricordare, tenere viva l’esperienza, custodire il sapere accumulato nel tempo. Un elemento peculiare per il turismo esperienziale, che in Italia significa cultura, paesaggio ed enogastronomia”. Un turismo che, sempre secondo Mazzi, vede impegnati ministero e governo nella valorizzazione di borghi, radici e aree interne: valorizzazione per un Sistema Italia capace di garantire una qualità sempre maggiore per turisti, cittadini e ambiente attraverso investimenti anche per i piccoli Comuni a vocazione turistica, per le isole minori, per il turismo all'aria aperta per un'Italia che, per Mazzi, “guardi alle zone meno note che gravitano intorno alle destinazioni più grandi, quei piccoli centri che raccontano l'anima più profonda del nostro Paese e di noi italiani”.
Per Mario Valducci, presidente di Invimit Sgr, “il tema dell’abitare non è più un’emergenza, ma una crisi”. Nel suo intervento all'incontro nel corso del quale si è espresso sulle prospettive del Piano Casa, tale condizione, seppur contraddittoria visto l’andamento demografico nazionale, nasce dalla presenza di tre elementi: i primi due sono il turismo e l’università, positivi per la crescita nazionale, a differenza del terzo, negativo, rappresentato dal fatto che oggi, rispetto al Dopoguerra, nello stesso territorio non si interfaccino più domanda e offerta di lavoro, con un forte numero di trasferimenti di lavoratori dai luoghi di residenza verso il posto di lavoro. “Il Governo - ha detto Valducci - ha quindi posto al centro dell’agenda politico-economica il tema dell’abitare. In questo quadro, Invimit è il soggetto attuatore del secondo pilastro del Piano Casa, quello rivolto all’housing sociale. Stiamo mettendo a terra il progetto: entro la fine di luglio istituiremo il fondo dei fondi, partecipato dal dipartimento Coesione della presidenza del consiglio dei Ministri con una prima dotazione di 100 milioni di euro. A settembre partiremo con due azioni: la richiesta alle Amministrazioni di immobili da adibire a queste finalità e l’individuazione delle SGR terze che gestiranno i fondi territoriali, da attivarsi attraverso le risorse sull’housing di derivazione nazionale e europea che le Regioni potranno decidere di conferire nel Fondo Housing Coesione”. Housing sociale importante anche per il presidente di Consap, Sestino Giacomoni: “L’Italia che abiteremo non dipenderà solo dalle case che costruiremo, ma dalle comunità che sapremo creare integrando social housing, senior housing e studentati. In questo contesto, Consap è l’abilitatore finanziario del Piano Casa del governo: agiamo come un ponte tra le politiche abitative e l’acquisto effettivo, trasformando la domanda potenziale in possibilità concrete per le famiglie”.

Anna Taverniti

(Foto di Kamil Bulonis su Unsplash)

( 8 luglio 2026 )

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