Martedì 16 giugno 2026, ore 20:15

Economia 

Iran-Stati Uniti, per ora i mercati tirano un sospiro di sollievo 

Il petrolio crolla, le Borse corrono, gli investitori tirano un sospiro di sollievo. L'annuncio dell'accordo tra Stati Uniti e Iran per mettere fine a una guerra che da quasi quattro mesi scuote il Medio Oriente ha provocato una delle reazioni più nette degli ultimi mesi sui mercati finanziari internazionali. A innescare l'euforia è stata soprattutto la prospettiva della riapertura dello Stretto di Hormuz, l'arteria energetica attraverso la quale transita circa un quinto del petrolio commerciato nel mondo. Dall'inizio del conflitto, scoppiato dopo gli attacchi congiunti statunitensi e israeliani contro l'Iran a febbraio, il passaggio era stato progressivamente bloccato, alimentando timori di scarsità dell'offerta e spingendo le quotazioni del greggio verso livelli che non si vedevano da tempo.

L'annuncio di un memorandum per un cessate un fuoco fra Usa e Iran, "è una buona notizia. Non possiamo che rallegrarcene, soprattutto se sancisce la riapertura e lo sgombro dello Stretto di Hormuz", ha commentato la presidente della Bce, Christine Lagarde, in un'intervista radio a France Culture, subordinando il giudizio positivo sull'accordo al fatto che sia "confermato" specie sulla parte relativa all'arricchimento dell'uranio iraniano, "perché siamo stati delusi diverse volte dall'imminenza di un accordo ma sembra che, non solo i tweet di alcuni e altri lo indicano, ma soprattutto le dichiarazioni di funzionari dei ministeri degli Esteri di entrambe le parti, questa volta potrebbe essere quella giusta".

Intanto, l’effetto annuncio traina verso il basso i listini del greggio: il Wti perde il 4,8% e scende a 80,80 dollari al barile, mentre il Brent cede il 3,9%, a 83,89 dollari. Aprono in rialzo le borse europee: rimbalzi per Francoforte (+1,76%), Londra (+0,83%), Parigi (+1,66%) e Milano (+1,33%). Tutti buoni segnali. Tra l’altro, lo scorso aprile il debito delle Amministrazioni pubbliche è diminuito di 2,9 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.155,3 miliardi.

E' quanto si legge nella pubblicazione Bankitalia su Fabbisogno e debito. Il decremento riflette la diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (21,6 miliardi, a 42,4), parzialmente compensato dal fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (16,6 miliardi) e dall'effetto degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio (2,1 miliardi). Ad aprile le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 44,0 miliardi, in aumento del 5,0 per cento (2,1 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2025. Nei primi quattro mesi del 2026 le entrate tributarie sono state pari a 173,1 miliardi, in aumento dell'1,8% (3,1 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Sempre nello stesso mese, le esportazioni italiane crescono, su base annua, dell'8,8% in valore e del 3,5% in volume. Mentre ad aprile 2026 si stima una riduzione congiunturale più ampia per le esportazioni (-2,2%) rispetto alle importazioni (-0,6%). La diminuzione su base mensile dell'export riguarda entrambe le aree, Ue (-2,1%) ed extra Ue (-2,4%). Lo indica l'Istat diffondendo i dati sul commercio estero. La crescita tendenziale delle esportazioni in termini monetari è più sostenuta, precisa l'Istituto di statistica, per i mercati extra Ue (+12,0%) rispetto a quelli Ue (+5,9%). Nel trimestre febbraio-aprile 2026, rispetto al precedente, l'export cresce del 5,0%, l'import del 6,2%.

Tra i settori che più contribuiscono alla crescita tendenziale dell'export su base annua, precisa l'Istituto di statistica, si segnalano: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+32,9%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+52,0%), macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a.) (+6,3%), sostanze e prodotti chimici (+10,5%), autoveicoli (+16,1%) e apparecchi elettrici (+10,4%). Il saldo commerciale ad aprile 2026 è pari a +4.293 milioni di euro (era +2.448 milioni nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico (-5.169 milioni) è superiore rispetto a un anno prima (-4.219 milioni).

Rodolfo Ricci

( 15 giugno 2026 )

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