Giovedì 3 settembre 2026, ore 7:27

Spesa sanitaria

Italia al 15esimo posto tra i 27 Paesi dell'area Ocse e ultima tra quelli del G7

Una spesa sanitaria pubblica al 6,2% del Pil, in calo rispetto al 6,3% del 2024 e inferiore alla media Ocse e a quella dei Paesi europei, entrambe pari al 7,1%: è quella che riguarda il nostro Paese il quale, nel 2025, si è collocato al 15esimo posto tra i 27 Paesi europei dell'area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. La triste fotografia è stata scattata dalla Fondazione Gimbe che, attraverso il dataset Oecd Health Statistics aggiornato al 17 luglio 2026, ha condotto un'analisi in vista della Manovra 2027.
Dallo studio è emerso che sono 14 i Paesi europei dell'area Ocse che precedono l'Italia per quanto riguarda le quote del Pil destinate alla sanità pubblica, con un differenziale che varia dai +4,8 punti percentuali della Germania (11% del Pil) ai +0,2 della Repubblica Slovacca (6,4% del Pil). Per il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta, “il sottofinanziamento pubblico della sanità non è più una questione contabile per addetti ai lavori, ma una criticità strutturale che ha indebolito il Ssn e compromesso l'esigibilità di un diritto fondamentale”, alimentando tensioni politiche e mettendo in difficoltà tutte le Regioni che si ritrovano ad essere strette tra l'obbligo di garantire i Lea e quello di mantenere i conti in ordine. “Il prezzo più alto lo pagano i cittadini” continua Cartabellotta: “liste d'attesa fuori controllo, Pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre più marcate e crescente ricorso alla spesa privata” con l'impoverimento delle famiglie e la rinuncia ad esami diagnostici e visite specialistiche. Un problema che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone, ossia quasi una su 10. Secondo il presidente Gimbe, il gap complessivo, rapportato ai quasi 59 milioni di residenti rilevati dall'Istat all'1 gennaio 2026, sfiora i 36,1 miliardi di euro. Una “voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore, che ha lasciato il Ssn sempre più a corto di ossigeno rispetto al resto d'Europa, soprattutto dopo la pandemia”, una situazione che, da distacco contenuto come poteva essere intesa nel 2008, “oggi si è trasformato in un abisso.

A controbilanciare, anche se solo in parte, gli aspetti negativi rilevati, le recenti valutazioni di Ocse, Commissione europea e Oms Europa le quali “convergono su una lettura apparentemente paradossale” secondo la quale “il Ssn continua a garantire buoni esiti di salute: in particolare un'elevata aspettativa di vita e una bassa mortalità evitabile”, anche se si sta deteriorando la sua capacità di fornire prestazioni tempestive, eque e accessibili soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. Quello che risulta ancora più preoccupante per il presidente Gimbe, però, è il campanello d'allarme che arriva dal Country Report 2026 della Commissione europea che, per la prima volta, evidenzia come le criticità del Ssn non rappresentino più solo un problema sanitario, ma risultino collegate alla tenuta economica e sociale del Paese. Una situazione di fronte alla quale lo scorso 10 luglio il Consiglio dell'Ue ha adottato una raccomandazione formale affinché l'Italia garantisca un accesso più tempestivo alle cure maggiormente economiche e affronti le carenze di personale nelle professioni chiave. Per questo “diventa ancora più urgente conoscere gli esiti della riforma dell'assistenza territoriale finanziata dal Pnrr” rileva Gimbe. “Al 1 settembre, a due mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026, non è ancora disponibile una rendicontazione pubblica documentata sulla piena operatività di almeno 1.038 Case della Comunità e 307 Ospedali di Comunità”. Una situazione che, per Cartabellotta, conferma il rischio, più volte denunciato dalla Fondazione Gimbe, “che le nuove strutture restino delle scatole vuote, incapaci di garantire quella presa in carico territoriale per cui ci siamo indebitati”.

Anna Taverniti

( 2 settembre 2026 )

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