Martedì 14 luglio 2026, ore 12:47

Economia 

Italia e 9 Paesi all'Ue: no ai tagli sulla promozione agroalimentare 

Non indebolire l'ambizione finanziaria della politica di promozione dei prodotti agroalimentari dell'Ue nel 2027. È l'appello rivolto alla Commissione europea dall'Italia, con il sostegno di Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna, che hanno promosso una discussione informale tra i punti 'vari ed eventuali' al Consiglio Agricoltura e Pesca in corso ieri a Bruxelles. Lo scorso 23 giugno la Commissione europea ha presentato i primi orientamenti guida del programma di lavoro per il 2027. Secondo le dieci capitali, la proposta prevede un "taglio significativo" delle risorse destinate ai programmi di promozione 'Simple' e 'Multi', che scenderebbero a 112 milioni di euro dai 160 milioni previsti per il 2026.

"Pur condividendo gli obiettivi individuati dalla Commissione per il programma di lavoro annuale 2027, riteniamo che il livello previsto di risorse non appaia coerente con tali ambizioni", si legge nel documento preparatorio alla riunione. "La prevista riduzione delle risorse potrebbe incidere negativamente sulla capacità della politica di promozione di sostenere la diversificazione dei mercati, rafforzare la resilienza degli operatori e accompagnare il settore agroalimentare europeo in un contesto globale caratterizzato da crescente volatilità, instabilità geopolitica e forte pressione competitiva", avvertono i dieci Paesi, invitando la Commissione a riflettere ulteriormente sugli stanziamenti finanziari previsti per il 2027, tenendo debitamente conto della necessità di preservare l'efficacia e l'ambizione della politica di promozione dell'Unione.

"La promozione agroalimentare non è una voce di spesa da comprimere, ma un investimento strategico per sostenere il reddito delle imprese agricole e dell’intera filiera, rafforzare il sistema delle Indicazioni Geografiche e difendere la leadership del Made in Europe sui mercati internazionali", ricordano Coldiretti e Filiera Italia. In una fase caratterizzata da crescenti tensioni geopolitiche, dall’aumento delle barriere commerciali e da una concorrenza internazionale sempre più aggressiva, ridurre le risorse destinate alla promozione significherebbe privare le imprese europee di uno degli strumenti più efficaci per conquistare nuovi sbocchi commerciali e creare valore lungo tutta la filiera.

Per questo chiedono alla Commissione europea di rivedere la proposta e di presentare un Programma di lavoro 2027 coerente con gli impegni assunti a favore della competitività dell’agricoltura europea. Alle dichiarazioni sulla centralità del settore primario devono corrispondere scelte di bilancio coerenti e strumenti adeguati per sostenere le imprese in una competizione globale sempre più difficile.

Forse a titolo compensativo all’Agrifish di ieri è arrivato il via libera a ventisette agli aiuti mirati agli agricoltori per fronteggiare i rincari dei prezzi dei fertilizzanti legati alla crisi in Medio Oriente. I ministri dell'agricoltura hanno sostenuto le proposte della Commissione Ue che includono l'avvio di un nuovo regime di liquidità temporaneo per coprire i costi aggiuntivi sostenuti per i fertilizzanti, la possibilità per gli Stati membri di anticipare i pagamenti diretti a un tasso più elevato nel 2026 e di riprogrammare i fondi del 2027 a sostegno degli agricoltori contro l'aumento dei prezzi dei fertilizzanti. Il regime di liquidità sarà co-finanziato fino al 65% dal fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale mentre gli Stati potranno aggiungere un finanziamento nazionale fino al 200%.

Con l'adozione da parte dei ministri si chiude l'iter legislativo sulla proposta avanzata da Bruxelles il 12 giugno. Le modifiche mirate alla Pac saranno ora pubblicate in Gazzetta ed entreranno in vigore. Le capitali si pronunceranno venerdì anche sulla proposta di aumentare la riserva di crisi della Pac fino a 540 milioni di euro fino alla fine dell'anno.

Rodolfo Ricci

( 13 luglio 2026 )

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