Champagne. Per brindare alla memoria di un’icona musicale che non avrà eredi del panorama ormai striminzito della canzone italiana. Giuseppe Faiella se ne va per sempre lasciando un vuoto melodico incolmabile, nel quale aleggia il suo avatar leggendario, Peppino di Capri, che solo due anni fa, dichiarava: «Mi piace sognare al momento, anche esageratamente». Già malato, la prospettiva della fine non doveva affatto essergli affatto estranea, come accade ai grandi, che vivono con una consapevolezza potenziata rispetto alla gente comune.
È stato uno dei protagonisti assoluti dell’evoluzione della musica leggera italiana nel secondo dopoguerra. La sua importanza non risiede soltanto nei grandi successi discografici, ma soprattutto nella capacità di rinnovare il linguaggio musicale italiano, fondendo la tradizione melodica napoletana con le sonorità internazionali del rock’n’roll, del twist e della musica americana. Cresciuto sull'isola di Capri, fin da bambino entrò in contatto con i soldati statunitensi presenti durante la guerra, assimilando uno stile musicale moderno che avrebbe caratterizzato tutta la sua carriera.
Negli anni Cinquanta e Sessanta contribuì a trasformare la figura del cantante italiano: elegante, raffinato, ma anche vicino ai gusti delle nuove generazioni. Con il gruppo dei Rockers portò in Italia ritmi innovativi, senza rinunciare alla melodia che aveva reso celebre la canzone italiana. Fu tra i primi artisti a dimostrare che la tradizione poteva convivere con la modernità, aprendo la strada a numerosi interpreti che, negli anni successivi, avrebbero sperimentato contaminazioni tra generi diversi.
Brani come “Roberta”, “Nun è peccato”, “St. Tropez Twist” e “Melancolie” sono entrati nella memoria collettiva degli italiani. In particolare, “Champagne” è diventata un simbolo della musica leggera nazionale, capace di attraversare generazioni senza perdere fascino. Anche le sue quindici partecipazioni al Festival di Sanremo e le due vittorie testimoniano il ruolo centrale che ha avuto nella storia della canzone italiana.
Oltre al successo artistico, Peppino di Capri ha rappresentato un ponte tra la cultura napoletana e quella internazionale, contribuendo a diffondere nel mondo un’immagine moderna della musica italiana. Il suo stile sobrio, la voce inconfondibile e la sensibilità interpretativa ne hanno fatto un modello di eleganza artistica.
Tra le sue frasi più note si ricordano: «Tra noi isolani e il resto del mondo c’è sempre un elemento di ingovernabilità, che consiste nell'irriducibilità del mare» e «Capri distrae», parole con cui ha descritto il profondo legame con la sua isola natale.

