A marzo l’inflazione registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua, da +1,5% nel mese precedente. E’ la stima provvisoria dell’Istat. Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona evidenzia una moderata accelerazione: da +2% a +2,2%. L’andamento dell’inflazione risente prevalentemente della netta risalita dei prezzi degli Energetici regolamentati (da -11,6% a -1,3%) e non regolamentati (da -6,2% a -2,4%), ma anche dell’accelerazione dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +3,7% a +4,4%). In rallentamento sono invece i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,9% a +3,0%), dei servizi relativi ai trasporti (da +2,8% a +2,4%) e dei Servizi relativi all’abitazione (da +4,5% a +4,2%). Per quanto riguarda il settore energetico regolamentato, a mostrare una netta risalita sono i prezzi del Gas di città e gas naturale mercato tutelato (con un’inversione di tendenza da -15,2% a +11,1%; +18,6% su febbraio), mentre quelli dell’elettricità mercato tutelato restano stabili (a -10,4%; nullo il congiunturale).
Tra i beni energetici non regolamentati, accelerano in modo marcato i prezzi del gasolio per mezzi di trasporto (da -1,5% a +12,5%; +12% su febbraio), del gasolio per riscaldamento (da -4,6% a +9,7%; +13% su febbraio) e della benzina (da -9,1% a -2,9%; +4,8% su febbraio); al contrario si amplia moderatamente la flessione dei prezzi dell’elettricità mercato libero (da -4,1% a -5%; +0,6% su febbraio) e del gas di città e gas naturale mercato libero (da -12,1% a -12,7%; +3,9% su febbraio).
Sempre a marzo la crescita su base annua dei prezzi del cosiddetto "carrello della spesa", ovvero dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, è pari a +2,2% (da +2,0% di febbraio). Lo indica sempre l'Istat diffondendo le stime preliminari sui prezzi al consumo. Nello stesso mese l'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +2,4% a +1,9%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,5% a +2,1%).
"Il contesto dell'inflazione, «che appare ancora ampiamente sotto controllo, rischia inevitabilmente di subire un deterioramento già da aprile, mese in cui i consueti andamenti stagionali di turismo e trasporti potrebbero essere amplificati dagli effetti derivanti dal prolungarsi del conflitto in Iran". Così l'Ufficio studi di Confcommercio ha commentato i dati Istat sull'inflazione a marzo. «In linea con le nostre stime (0,6% su mese, 1,8% su anno), la variazione dei prezzi di marzo ha segnalato un'accelerazione (0,5%, 1,7%), sulla spinta degli incrementi registrati dagli energetici (carburanti ed energia domestica)".
R. R.
