Due fortissime scosse di terremoto, di magnitudo 7.2 e 7.5, seguite da 30 scosse di assestamento, hanno colpito il Venezuela. Il bilancio provvisorio, alle ore 15.30 italiane, è di 164 morti, 1000 feriti e oltre 10mila dispersi. Secondo l'USGS, il servizio geologico USA, la prima scossa, di magnitudo 7.2 della scala Richter, si è verificata alle 18.04 ora locale (00.04 di giovedì in Italia) a una profondità di 21,9 chilometri, a circa 170 chilometri a ovest di Caracas. Una seconda scossa, di magnitudo 7.5, si è verificata 39 secondi dopo, a una profondità di 10 chilometri e a 45 chilometri di distanza. Questo secondo terremoto è il più potente registrato in Venezuela da oltre un secolo, secondo i dati storici dell'istituto. Il 29 ottobre 1900, l'USGS registrò un terremoto di magnitudo stimata a 7.7 al largo della costa, a nord-est di Caracas. “Siamo stati colpiti duramente. Dichiaro lo stato di emergenza”, ha detto il presidente ad interim Delcy Rodrigues tre ore dopo le scosse. “La situazione è grave - ha aggiunto - molte zone sono state colpite gravemente. È importante ora mantenere l'unione e la calma per salvare vite: tutte le organizzazioni si sono messe al lavoro. Ringrazio i governi che si sono offerti per dare aiuto, Usa, Cuba, Gb, Brasile Messico, Onu”. Anche l’Italia si sta attivando per inviare sistemi immediati. Ci sono "decine e decine" di palazzi crollati, per cui "speriamo che non ci siano italiani" coinvolti, "ma con tanti nostri connazionali anche con doppio passaporto che vivono in Venezuela potrebbe esserci qualcuno che sia rimasto intrappolato”, ha detto il ministro degli esteri, Antonio Tajani, in collegamento telefonico con RaiNews24. L’unità di crisi della Farnesina è operativa, dalla scorsa notte per dare il massimo del sostegno possibile anche alle famiglie italiane che hanno parenti in Venezuela. “Ho dato disponibilità al sostegno sia italiano sia europeo, toccherà poi al Venezuela chiedere di cosa ha bisogno”, ha affermato il ministro. “Siamo disposti - ha continuato - a fare ciò che è necessario per aiutare la popolazione venezuelana, che raccoglie una grandissima comunità italiana, una delle più grandi del mondo. Ci sono tanti italo-venezuelani e noi siamo pronti ad aiutare anche i nostri connazionali”. Un’equipe della Protezione civile è in partenza per il Venezuela, dove stanno arrivando operatori dei servizi sanitari regionali e dei vigili del fuoco. Una delle due scosse, la più forte, quella di magnitudo 7.5, si è verificata in seguito ad uno “scorrimento trascorrente superficiale lungo una faglia, situata vicino al confine tra due placche tettoniche, quella caraibica e quella sudamericana”, ha spiegato l’USGS, citato dalla BBC. “Sebbene i terremoti siano comunemente rappresentati sulle mappe come punti, eventi di questa entità - si rileva - sono più correttamente descritti come uno scorrimento lungo un'area di faglia più estesa”. Il Fondo monetario internazionale ha stanziato 200 milioni di dollari per “ricostruire infrastrutture, ospedali e abitazioni”, oltre a “linee di credito per coloro che hanno perso la loro principale attività economica”, ha annunciato Rodriguez in collegamento telefonico con la tivù pubblica Venezolana de Televisión.
Pierpaolo Arzilla

