Giovedì 25 giugno 2026, ore 20:26

Sanità

La Toscana non è ancora guarita dal Covid

La Toscana non è ancora guarita dal Covid. E’ la diagnosi di Bankitalia, che evidenzia una debolezza di fondo dell'economia regionale nel post pandemia. Nel 2025 la crescita dell'economia della regione si è confermata lenta: secondo il rapporto annuale sull'economia regionale che la Banca d’Italia ha presentato in questi giorni a Firenze, il Pil è aumentato dello 0,4%, contro il +0,5% registrato a livello nazionale. "Una crescita piuttosto modesta - ha spiegato Vito Barone, direttore della sede della Banca d'Italia di Firenze, cosa che conferma le rilevazioni che abbiamo fatto da dopo la pandemia a oggi. Possiamo confermare una debolezza di fondo dell'economia toscana: prima la Toscana aveva una crescita superiore alla media, dal 2021 non accade più". La crescita ha continuato a risentire della debolezza del settore manifatturiero: il fatturato a prezzi costanti delle imprese industriali è lievemente sceso rispetto al 2024, anche se il calo è risultato meno marcato nella seconda parte dell'anno. Le esportazioni hanno fortemente accelerato (+21,3% in valore, salito a +30,2% nel primo trimestre 2026 secondo le anticipazioni Istat) ma con una ridotta attivazione di valore aggiunto sul territorio, trainata quasi esclusivamente dai metalli preziosi oltre che dalla farmaceutica: senza questi due comparti, la variazione sarebbe negativa. Le costruzioni hanno segnato un aumento del valore della produzione del 3,7% a prezzi costanti, grazie soprattutto alle opere pubbliche legate al Pnrr, mentre l'edilizia privata è rimasta debole, sostenuta da un recupero del mercato immobiliare (+9,4% per le compravendite abitative). Preoccupante anche il dato del credito: è tornato a crescere (+1%), ma solo verso le famiglie (+3,4%), mentre per le imprese continua la contrazione; e scarsa richiesta di credito dalle imprese significa anche scarsa propensione ad investire. Anche il turismo ha mostrato una stagnazione nelle presenze per quanto riguarda gli esercizi ricettivi tradizionali (+0,1%), con la quota delle locazioni brevi (sempre più spesso accusate di gonfiare il mercato degli affitti rendendo impossibile per molti trovare una casa dignitosa nei centri turistici, a cominciare da Firenze) salita a quasi un quinto dei pernottamenti totali. Stazionaria l'occupazione, dopo anni di forte crescita, con il tasso di disoccupazione comunque su livelli bassi. Il reddito disponibile lordo delle famiglie è aumentato dell'1% a prezzi costanti, in linea con la media nazionale. “Il rapporto di Bankitalia - dice la segretaria generale Cisl Toscana, Silvia Russo - conferma una lettura che diamo da tempo: il problema della nostra economia non è solo congiunturale, ma strutturale. La Toscana continua a essere una delle regioni manifatturiere più importanti del Paese, con filiere di eccellenza che spaziano dalla moda alla meccanica, dalla farmaceutica alla nautica, dall'agroalimentare alla carta. Tuttavia, proprio questo patrimonio produttivo rischia oggi di essere frenato da alcuni nodi storici: dimensione d’impresa, governance organizzativa delle imprese, frammentazione e scarsa innovazione, produttività e salari, formazione e professionalità.” “La Toscana - prosegue Russo - possiede tutte le risorse per affrontare queste sfide: competenze industriali, capacità manifatturiera, università di qualità, centri di ricerca e un sistema di relazioni industriali maturo. Ciò che serve oggi è la capacità di mettere queste risorse a sistema attraverso una nuova stagione di concertazione e corresponsabilità. Serve una risposta condivisa e responsabile. Serve un vero Patto regionale per lo sviluppo tra istituzioni, parti sociali, sistema delle imprese, università e mondo della ricerca. Nessun soggetto, da solo, è in grado di affrontare le trasformazioni in corso.” “Riteniamo - conclude la segretaria Cisl Toscana - che il percorso di confronto avviato con la Regione rappresenti un'opportunità importante. È il momento di costruire un Patto regionale per lo sviluppo che affronti insieme crescita dimensionale delle imprese, innovazione organizzativa, investimenti, competenze, partecipazione e qualità del lavoro. Perché il futuro della manifattura toscana non riguarda soltanto le imprese: riguarda la tenuta economica, sociale e occupazionale.”
Alberto Campaioli

( 25 giugno 2026 )

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