Martedì 3 febbraio 2026, ore 7:47

Sanità 

Liste d’attesa, ok del Senato 

Via libera dell'aula Senato al decreto sulle liste di attesa. Il provvedimento che contiene ”Misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie” passera' alla Camera dove arriverà martedì prossimo per il secondo e ultimo passaggio parlamentare. Il termine per convertire il provvedimento in legge è attualmente fissato al 6 agosto.
Sarà possibile monitorare in tempo reale e in tutte le Regioni i tempi di erogazione delle prestazioni grazie alla Piattaforma nazionale per le liste d'attesa disposta presso l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. I direttori generali delle Asl saranno così valutati anche in base alle performance registrate, contando anche che scatterà il divieto di sospendere o chiudere le agende delle prenotazioni, con sanzioni aumentate per chi contravviene. Prevista inoltre una flat tax al 15% sugli straordinari di medici e infermieri laddove oggi il prelievo fiscale supera il 40%.
Le prestazioni disponibili nelle strutture pubbliche e private convenzionate saranno raggruppate ovunque in un Cup (Centro prenotazioni) unico regionale o intraregionale, sempre con il divieto per gli ospedali di sospendere o chiudere le agende. Il Cup, inoltre, richiamerà i cittadini per ricordare e confermare la prenotazione: quando una persona non effettua la visita o l’esame che ha prenotato senza preavviso, pagherà comunque il ticket.
Con il nuovo testo, se le prestazioni non vengono erogate entro i termini prestabiliti dalle classi di priorità, le Asl devono garantirle o attraverso un centro privato accreditato o in modalità intramoenia, cioè erogate al di fuori del normale orario di lavoro dei medici ospedalieri. In questo caso, le ore di attività libero professionale dei medici non dovranno comunque eccedere quelle dell'attività ordinaria per evitare abusi e il direttore generale dell'Asl verificherà il rispetto delle condizioni fino alla sospensione dell'intramoenia. L’utente, comunque, pagherà solo il ticket iniziale, se già dovuto, nessuna sovrattassa.
Un emendamento approvato in commissione Sanità del Senato modifica l'articolo 2 sui controlli nella gestione delle liste d'attesa da parte delle Asl. Niente più intervento diretto da parte del ministero della Salute se una struttura fa aspettare troppo i cittadini, ma saranno i Ruas, i nuovi responsabili unici regionali dell'assistenza sanitaria, a portare avanti i controlli sulle prestazioni. Solo in casi di inadempienze gravi o ritardi eccessivi scatterà il Ministero, attraverso un nuovo Organismo di vigilanza da istituire al ministero che non potrà più svolgere funzioni di polizia amministrativa e giudiziaria.
Giampiero Guadagni

( 18 luglio 2024 )

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