Lunedì 10 agosto 2026, ore 21:28

Anniversario 

Marcinelle, tenere insieme ricordo e responsabilità 

Settant'anni fa, l'8 agosto 1956, 262 lavoratori di 12 nazionalità, 136 dei quali immigrati italiani, morirono in un incendio nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio. In un articolo pubblicato su Avvenire la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola invita a tenere insieme il ricordo e la responsabilità. ”Il tributo che dobbiamo alle vittime, insieme all'impegno a costruire ogni giorno un Paese e un'Europa in cui il lavoro sia davvero e per tutti sinonimo di dignità, sicurezza, inclusione, partecipazione e libertà". Nel giorno anniversario la Cisl è stata in Belgio in quel piazzale con le famiglie delle vittime e con chi ne cura la memoria. ”Anche grazie a loro Marcinelle produsse conseguenze concrete: l'Italia sospese l'invio di lavoratori in Belgio e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio istituì nel 1957 l'Organo permanente per la sicurezza nelle miniere. Su quella linea la Commissione europea, su iniziativa del Parlamento, ha indicato l'8 agosto come possibile Giornata europea in memoria delle vittime del lavoro, proposta che la Cisl fa sua”. Aggiunge Fumarola: ”I problemi di oggi hanno la stessa radice: il contenimento dei costi che erode la sicurezza degli impianti e l'organizzazione del lavoro. La dinamica che allora riguardava gli italiani coinvolge oggi soprattutto, ma non solo, i lavoratori stranieri in agricoltura, edilizia e logistica, i comparti a più alta incidenza infortunistica: mansioni più esposte, contratti più deboli, minore capacità di segnalare un rischio senza temere conseguenze”. In Italia le denunce di infortunio mortale restano intorno al migliaio l'anno, concentrate nelle piccole imprese e nei subappalti: ”I contesti dove la presenza sindacale è più rada e la prevenzione resta spesso un obbligo formale. Su questo si misura il confronto tra sindacato, imprese e governo: più controlli, formazione verificabile e avviata già nella scuola dell'obbligo, rappresentanza per la sicurezza anche nelle aziende minori, contrasto al caporalato e al lavoro irregolare. Sono misure di giustizia sociale e insieme di efficienza: nel medio termine alleggeriscono i bilanci, quando si contabilizzano giornate perse, contenziosi e ricambio di personale. Non a caso il tema è uno dei cardini della piattaforma unitaria di Cisl, Cgil e Uil per aggiornare le relazioni industriali, insieme alla partecipazione alla vita d'impresa, che dà ai lavoratori voce nelle decisioni organizzative”. Per la leader della Cisl ”resta il nodo europeo: l'integrazione dei mercati è andata più veloce del coordinamento delle tutele. Standard comuni su salute e sicurezza, criteri sociali vincolanti negli appalti pubblici e una gestione ordinata dei flussi migratori dicono se l'Europa sociale esiste o resta un'enunciazione. Le direttive sull'esposizione agli agenti pericolosi si aggiornano troppo lentamente rispetto ai rischi nuovi, dallo stress termico al lavoro governato dagli algoritmi. 70 anni dopo, il dato che resta di Marcinelle è che 262 uomini morirono per carenze note e non corrette in tempo. Da lì bisogna muovere, tenendo insieme il ricordo e le decisioni che oggi vanno prese e verificate. Perché una memoria che non diventa azione è soltanto una cerimonia. E quelle vite meritano molto di più”.
Nel suo messaggio in occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle e della 25ª Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, il presidente della Repubblica Mattarella scrive: “Commemorando Marcinelle e rendendo un tributo a coloro che vi perirono - come in altri luttuosi episodi nella storia dell'emigrazione italiana - siamo invitati a riflettere sul prezzo umano che venne pagato e ad agire, affinché simili sciagure non abbiano a ripetersi e la gestione dei flussi migratori obbedisca a criteri di rispetto della dignità delle persone”. Sottolinea Mattarella: “Il diritto al lavoro, l'esigenza di tutelarne ovunque e per chiunque la sicurezza - cardine della nostra Costituzione - esprime oggi un principio fondante che accomuna l'intera casa europea, nella quale protezione dei lavoratori e contrasto di ogni forma di sfruttamento sono divenuti patrimonio condiviso”.
Giampiero Guadagni

( 8 agosto 2026 )

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