Nel Settecento Venezia continua a essere una delle grandi capitali d'Europa. Nelle sue calli si incrociavano mercanti e ambasciatori, avventurieri e artisti, principi e cortigiane; sulle sue acque arrivavano merci, notizie, desideri, denaro. La vita vi pulsava con una rapidità che sembrava imporre alla storia il suo ritmo, restituiva al mondo l’immagine di sé sofisticata, seducente, inimitabile. Quando la Serenissima entrò nella stagione del declino politico, non venne meno la sua capacità di dettare forme, gusti, comportamenti. Se il suo peso negli equilibri europei cominciava a ridursi, cresceva la forza con cui la sua aura continuava a imporsi nell’immaginario: Venezia rimaneva una capitale dell'eleganza, capace di fare della vita stessa una scena e dell'apparire un linguaggio, una forma di autorappresentazione. È questa la Venezia che Pietro Longhi, Giambattista Tiepolo e Francesco Guardi, Pietro Antonio Rotari hanno saputo osservare con occhi diversi ma ugualmente attentissimi. Nei loro dipinti la città non è soltanto un luogo della storia: è un modo di abitare il mondo. Le figure che da ei scaturiscono parlano attraverso gli abiti, i colori, i tessuti, le acconciature, le maschere; la moda si fa dichiarazione e strumento capace di rivelare gerarchie, ambizioni, desideri e identità. Nulla appare casuale, perché nella Venezia del Settecento anche l'eleganza è una forma di potere. A questo intreccio tra arte e costume è dedicata Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda, la mostra ideata e coordinata da Massimiliano Capella, aperta dal 12 settembre al 6 dicembre nella nuova Sala Esposizioni della Casa Museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani, a Cellatica.

