Quanto avvenuto sabato in Val di Susa ”è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Mattarella nel corso della cerimonia del Ventaglio al Quirinale.
Preoccupato per il crescente fenomeno dell’astensionismo, Mattarella auspica che ”la vita politica interna del nostro Paese si svolga nel reciproco rispetto; senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente. E che ”le intempestive tensioni elettorali non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana e non inducano ad alterare la realtà delle questioni”.
Il capo dello Stato si è poi soffermato sui temi politici delle ultime settimane.
La realizzazione di "un'efficace difesa comune europea ”non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace. In diversi campi, l'Unione deve assumere maggiore dinamismo. Anche per questo non è stato saggio lasciar cadere, nel 2022, il poderoso sforzo promosso dal Parlamento Europeo, sotto la presidenza di David Sassoli, con la Conferenza sul futuro dell'Europa; esercizio che aveva coinvolto milioni di cittadini europei. L'abbandono dell'ipotesi di una nuova Convenzione Europea per porre mano alla riforma dei Trattati è stato un grave errore”.
Per Mattarella "siamo di fronte a uno scenario crescente di conflitti che infiamma un arco di crisi che dal Mediterraneo coinvolge il Golfo, si affaccia sull'Oceano Indiano, vede la guerra nel cuore dell'Europa: per numero di Paesi coinvolti, di popoli sofferenti, difficile non coglierne la dimensione globale e le responsabilità che ne derivano".
Per quanto riguarda la vita politica interna, Mattarella ha intanto ribadito l’imparzialità ed estraneità del Quirinale alla legittima dialettica, tra le parti politiche". ”Tra i miei compiti rientra, piuttosto, quello di indicare esigenze e di esortare alla riflessione, una riflessione che vada anche al di là del momento contingente”. E rimarca: ”Non mi compete intervenire nelle dinamiche parlamentari e non intendo - com'è comprensibile - parlare di progetti legislativi che si trovano all'esame del Parlamento e che sarò chiamato a esaminare laddove mi pervengano”.
Fari accesi poi sul ”ruolo essenziale dell'informazione nei sistemi democratici, in particolare dei servizi pubblici: non può incontrare ambiguità. E' auspicabile che, nell'attesa, si ponga finalmente riparo alla paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi”.
Riguardo alle migrazioni, ”Leone XIV ha richiamato le coscienze di chi, nel mondo, riveste responsabilità istituzionali. Personalmente ritengo indiscutibile la considerazione del Pontefice della insuperabile necessità di accantonare la logica dell'emergenza e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno”.
G.G.

