Il 31 agosto è stato l'ultimo giorno nell'Ue per completare le riforme e gli investimenti dei Piani nazionali di ripresa e resilienza (Pnrr). Da ieri gli Stati non potranno più far nulla per recuperare gli obiettivi mancati e salvare i fondi collegati. I governi avranno poi fino al 30 settembre per inviare le richieste di pagamento finali, mentre la Commissione dovrà completare i versamenti entro fine anno. Finora Bruxelles ha erogato 440 miliardi di euro e fino a 133 miliardi potranno ancora essere pagati entro dicembre.
Entra quindi nel rettilineo finale il Recovery Fund europeo, nato nel 2020 come risposta comune alla crisi del Covid. Il Dispositivo per la ripresa e la resilienza, cuore di NextGenerationEu e da cui derivano i Pnrr nazionali, ha messo a disposizione sovvenzioni e prestiti per finanziare riforme e investimenti nell'Unione. A differenza dei normali fondi europei, i pagamenti non dipendono semplicemente dalle spese sostenute: scattano quando un Paese dimostra di avere realizzato i traguardi e gli obiettivi concordati con Bruxelles. Per l'Italia la posta ancora in gioco è potenzialmente di 28,4 miliardi di euro. Con le prime nove rate Roma ha già ricevuto infatti 166 miliardi, circa l'85% dei 194,4 miliardi complessivi del Piano italiano.
Per avere la decima e ultima rata l'Italia dovrà dimostrare di avere centrato entro il 31 agostoi gli ultimi 159 traguardi e obiettivi, dopo i 416 già riconosciuti come raggiunti. L'ultima revisione del Pnrr italiano ha mantenuto invariata la dotazione, con circa 71,8 miliardi di sovvenzioni e 122,6 miliardi di prestiti. "NextGenerationEu ha contribuito a proteggere i nostri cittadini e le nostre economie in un momento di grande incertezza", ha sottolineato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Il vicepresidente esecutivo dell'esecutivo europeo Raffaele Fitto ha sottolineato che NextGenerationEu ha sostenuto riforme e investimenti che stanno "modernizzando le nostre economie, accelerando la transizione verso l'energia pulita e rafforzando la capacità dell'Europa di rispondere a futuri shock". È uno "strumento eccezionale, nato come risposta comune a crisi senza precedenti, che ha sostenuto riforme e investimenti e continuerà a produrre benefici duraturi", ha aggiunto.
Con il 31 agosto si chiude definitivamente anche la possibilità di correggere i piani ed eventuali misure non potranno più essere considerate dalla Commissione, neppure nel caso di pagamenti sospesi. Tra i primi ad arrivare al traguardo c'è la Svezia: proprio in giornata Bruxelles ha dato il via libera alla sua richiesta finale di pagamento, certificando il completamento del 100% delle riforme e degli investimenti, dopo aver già dato l'ok alla Danimarca.
R. R.
