Martedì 1 settembre 2026, ore 20:52

Inquinamento

Smog: l'Italia recepisca al più presto la direttiva europea

Valori limite più rigorosi per i principali inquinanti atmosferici allo scopo di avvicinare gli standard europei alle indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, garantendo la salute pubblica: sono i dettami più importanti della direttiva Ue sulla qualità dell'aria per la quale 17 società scientifiche e associazioni mediche italiane hanno lanciato un appello al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e, per conoscenza, al ministro della Salute Orazio Schillaci e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per chiederne il recepimento entro l’11 dicembre 2026, senza ricorrere alle possibilità di deroga previste alla luce del fatto che l’inquinamento atmosferico rappresenta il principale rischio ambientale per la salute in Europa, con oltre 300 mila decessi attribuibili ogni anno. Malgrado i dati raccolti negli ultimi anni dalle centraline ARPA e APPA mostrino un progressivo miglioramento della qualità dell’aria, infatti, il ritmo con il quale si sta cercando di ridurre l’inquinamento non è ancora sufficiente a raggiungere i nuovi valori previsti dalla normativa europea: servono quindi politiche più incisive. Per Isde Italia, Associazione medici per l’ambiente, il nostro Paese è tra quelli maggiormente interessati a questo problema, con una stima di circa 70 mila morti l’anno conseguenti all’esposizione all’inquinamento atmosferico. La nuova direttiva “rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela della salute pubblica”, sottolinea Roberto Romizi, presidente di Isde Italia. “Chiedere deroghe o rinviare il raggiungimento dei nuovi standard significherebbe prolungare l’esposizione di milioni di persone a un fattore di rischio che sappiamo essere prevenibile. I dati scientifici sono ormai inequivocabili: l’inquinamento atmosferico contribuisce allo sviluppo e all’aggravamento di patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e oncologiche e colpisce in modo particolare bambini, anziani e persone con patologie croniche”. Per il presidente dell'Isde, ridurre rapidamente le concentrazioni degli inquinanti non rappresenta soltanto un obiettivo ambientale ma è una delle più importanti azioni di prevenzione sanitaria. Per questo è stato messo a punto il progetto “Cambiamo aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane”, promosso dalla Isde Italia - Associazione medici per l’ambiente, Kyoto Club e Clean Cities Campaign che monitora l’andamento dell’inquinamento atmosferico nelle principali città italiane, mettendolo in relazione con i valori previsti dalla nuova normativa europea e con le indicazioni dell’Oms. Proprio grazie a questa iniziativa, è stato rilevato che nei primi sei mesi del 2026, in numerose città italiane il numero delle giornate con concentrazioni di inquinanti superiori alle soglie di riferimento ha quasi raggiunto il numero massimo consentito nell’intero anno. Una situazione che preoccupa le 17 associazioni per le quali anche alcune recenti iniziative, come la riduzione delle risorse destinate al finanziamento di strategie specifiche per il miglioramento della qualità dell’aria nella Pianura Padana, rischiano di rendere più difficile il raggiungimento degli obiettivi europei.
Nella lettera inviata al governo viene fatto riferimento anche alla proposta italiana, presentata il 17 marzo, sulla possibilità di rivedere i target europei riguardanti le emissioni delle automobili per una maggiore flessibilità delle scadenze, con una possibile proroga di cinque anni, fino al 2032, avviando immediatamente politiche e interventi in grado di permettere all’Italia di raggiungere i nuovi standard di qualità dell’aria. Un monito, questo, ribadito dalle 17 associazioni per le quali “l’inquinamento atmosferico è un fattore di rischio evitabile ed è, quindi, un dovere primario dello Stato abbatterlo, tutelando la salute”, che si collega direttamente all’articolo 32 della Costituzione, secondo il quale la salute rappresenta fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.

Anna Taverniti

( 1 settembre 2026 )

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