Giovedì 9 luglio 2026, ore 19:59

Convegno al Cnel

Tina Anselmi, eredità che indica ancora la strada

Tina Anselmi è stata ”l'architetta silenziosa del welfare universalistico italiano. Parità, servizio sanitario nazionale, welfare universale che il mondo ci invidia. Basterebbe questo per caratterizzare un'esistenza”. Lo ha detto il presidente del Cnel Brunetta, aprendo a Villa Lubin il convegno "1976-2026: Tina Anselmi e le riforme del lavoro", alla presenza della ministra del Lavoro Calderone e della segretaria generale della Cisl Fumarola. Brunetta ha ricordato che ”cinquant'anni fa, il 29 luglio 1976, Anselmi diventava la prima donna ministro della Repubblica, al Lavoro. E ci arrivava dal basso, dopo una vita con i lavoratori e con il sindacato. La prima cosa che fece fu la legge 903 sulla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro. Sono passati cinquant'anni e la parità è ancora un cantiere. I dati, la trasparenza, la conoscenza sono i mattoni di questo cantiere. Le grandi riforme - ha detto ancora Brunetta - si fanno nei momenti difficili. I corpi intermedi sono infrastrutture della democrazia. La trasparenza è il vaccino contro i poteri invisibili, ieri come oggi. La manutenzione della democrazia avviene con la partecipazione. E la sua celebre frase vale ancora per tutti noi: ”Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo esserci”.
Nel suo intervento Fumarola ha sottolineato come il pensiero e l’approccio utilizzato da Tina Anelmi nell’affrontare i problemi del lavoro sia lo stesso della Cisl: ”Anselmi dovette affrontare vertenze difficili: dai braccianti agricoli ai lavoratori del commercio, dal trasporto aereo ai grandi dossier dell'occupazione giovanile e femminile. In ogni occasione scelse la stessa strada: ascoltare tutte le parti, ricercare una mediazione seria, non rinunciare mai alla responsabilità della decisione. No al compromesso a ogni costo, sì al dialogo sociale: il lavoro si difende meglio quando il confronto produce soluzioni. Quando la contrattazione costruisce equilibrio tra interessi diversi. Quando l'autonomia delle parti sociali viene riconosciuta come una risorsa della democrazia e non come un ostacolo”.
E oggi un banco di prova di questo approccio è la piattaforma unitaria raggiunta da Cgil, Cisl e Uil sui temi del lavoro, dei salari, della contrattazione e della rappresentanza. I sindacati attendono la convocazione da parte delle imprese per discutere e mettere a terra le misure condivise. Nelle prossime ore le associazioni datoriali si troveranno per decidere se il testo condiviso sarà sottoscritto da tutte. Dice Fumarola: ”Confido di arrivare a una sintesi per rilanciare relazioni industriali, contrattazione, partecipazione e rappresentanza, auspicabilmente prima della pausa estiva, perché è importante dare risposte al mondo del lavoro e dare anche un esempio di come, in un tempo così complesso, il mondo del lavoro si unisce per obiettivi condivisi'”.
Non è necessario al riguardo l’intervento del ministero del Lavoro perché, spiega Fumarola, ”sia noi sia le parti datoriali abbiamo dimostrato di avere un grande senso di responsabilità”. Tra le imprese confronto serrato in particolare sulla riforma per modernizzare la legge quadro per l'artigianato, datata 1985. In discussione la possibilità di un allargamento dei criteri per essere inquadrati come imprese artigiane, salendo ad un numero massimo di 49 dipendenti ed ammettendo forme societarie più strutturate.
In occasione dell’iniziativa del Cnel Calderone ha sottolineato: ”Credo fortemente nel valore della contrattazione e nel valore dei corpi sociali intermedi perché la differenza si fa in questo, nella qualità dell'interlocuzione. Oltre l'accordo tra le principali organizzazioni sindacali in materia di contrattazione e salari, spero di celebrare a brevissimo anche l'accordo tra le associazioni datoriali”.
Quanto a Tina Anselmi, Calderone osserva: ”Una figura importante e significativa della nostra storia. Una donna che sapeva lavorare e soprattutto che conosceva profondamente il significato e il valore del lavoro. Le linee guida che ha tracciato parlano di lavoro inclusivo, di dare spazio a tutte le componenti della nostra società, di integrazione lavorativa delle donne. A Tina Anselmi si deve la legge 903 del '77 che ha istituito in Italia la parità salariale, la piena uguaglianza degli uomini e delle donne di fronte al contratto di lavoro”. Aggiunge la ministra del Lavoro: ”Ciò che abbiamo fatto col decreto Primo maggio, con l'istituzione del salario giusto e del trattamento economico complessivo dei contratti comparativamente più rappresentativi, è sintesi e coronamento di un percorso che deve vedere nella parità retributiva e nel salario giusto la possibilità di costruire dei percorsi di vita e di lavoro più soddisfacenti e che ci consentano di vincere le grandi sfide delle transizioni in atto nel mondo del lavoro”. 
Giampiero Guadagni

( 9 luglio 2026 )

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