Domenica 4 ottobre 2026, ore 16:17

Economia 

Via libera del governo al Dpfp e allo scostamento per energia e difesa 

Il governo chiederà al Parlamento il via libera a uno scostamento di bilancio dello 0,3% del Pil su energia e difesa per il 2027 e altrettanto il 2028. In totale sono fino a circa 29 miliardi di euro, distribuiti a metà sulle due voci di spesa, che rientrano nel pacchetto di flessibilità concordato nei mesi scorsi con la Ue, che poteva arrivare fino a 36 miliardi. La cifra richiesta per le spese sulla difesa è inferiore al previsto: 8 miliardi in meno rispetto a quanto ipotizzato la scorsa estate. Pesano i contraccolpi dei conflitti in corso sull’inflazione. Ora anche la prossima manovra, avvisa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, potrebbe essere “più prudente”.

Nello scenario geopolitico attuale pieno di incognite, caratterizzato dalle tensioni sui prezzi dell’energia e sui rendimenti dei titoli di Stato, il governo si appresta quindi a varare una legge di bilancio che potrebbe essere cauta. “Monitoro giorno per giorno, oggi la mia risposta è probabilmente diversa da un mese fa, l’approccio deve essere un attimo più prudente” rispetto alle misure che sono state annunciate o riportate nelle ultime settimane, avverte Giorgetti. L’obiettivo principale del governo per la prossima manovra resta il taglio delle tasse per il ceto medio con l’estensione dell’aliquota Irpef al 33% ai redditi fino a 60 mila euro. E una flat tax al 5% sui salari degli under 35 per farne crescere le buste paga.

“Il contesto - sottolinea - richiede maggiore attenzione”. Il titolare del Mef annota: “Non vi nascondo l’attenzione con cui monitoriamo costantemente la situazione dell’andamento sia dell’inflazione sia dei tassi di interesse”. Quanto alla richiesta di scostamento sottolinea: “Rispetto alle intenzioni di qualche settimana fa abbiamo deciso di ridurre, ridimensionare lo sforzo richiesto per quanto riguarda la difesa”.

Il contenimento dei costi dell’energia e dell’inflazione per famiglie e imprese resta il focus principale per l’esecutivo in vista della prossima legge di bilancio, l’ultima della legislatura. Il Dpfp, riconosce il titolare del Mef, “arriva in un contesto particolarmente complesso sotto molteplici profili, fare previsioni diventa sempre più complicato e ovviamente anche tenere i percorsi di finanza pubblica”. L’esecutivo con una lettera alla Ue ha chiesto la possibilità di ottenere maggiori margini di spesa sull’energia, vista la pressione dell’inflazione, la Commissione ha fatto sapere che sono stati già concessi. Se ne riparlerà la prossima settimana all’Ecofin in Lussemburgo.
I numeri del Dpfp, che aggiorna il quadro delle previsioni di finanza pubblica e crea la prima cornice in vista della manovra. Il testo rivede al rialzo per il 2026 la crescita all’1% mentre il rapporto deficit/Pil si attesta al 2,9%.

Lo scenario programmatico si prevede indebitamento netto incluso l’utilizzo della Nec: 3,4% per il 2027; 3,2% per il 2028 e 2,3% nel 2029. Indebitamento netto escluso l’utilizzo della Nec: 2,8% per il 2027; 2,6% per il 2028 e 2,3% nel 2029. Negli anni successivi il tasso di crescita programmatico del Pil si attesta allo 0,8% nel 2027, allo 0,9% nel 2028, allo 0,8% nel 2029. Debito pubblico programmatico previsto: 138,1% a fine 2026; 138,5% nel 2027, scende al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029.

L’Italia nelle scorse settimane ha mancato di pochi decimali l’uscita dalla procedura Ue per disavanzo eccessivo. Giorgetti rileva: “Il deficit dovrebbe stare sotto il 3% anche nel 2026, ma come sapete non basta, le nostre previsioni sono, tenendo conto della spesa supplementare consentita dalle regole europee”.

Rodolfo Ricci

( 3 ottobre 2026 )

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