Arriva la firma definitiva del contratto delle Funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici) sottoscritto oggi dall'Aran e dai sindacati. Il contratto che riguarda circa 200mila lavoratori per il triennio 2025-27 prevede aumenti medi di 162 euro a regime. "Con la firma - commenta il presidente Aran, Antonio Naddeo - prosegue il percorso di rinnovo dei contratti del Pubblico impiego, assicurando continuità alla contrattazione collettiva e risposte concrete ai lavoratori delle amministrazioni centrali dello Stato. È il terzo sottoscritto per il comparto Funzioni Centrali in poco più di quattro anni, a conferma della continuità dell'attività negoziale e della capacità del sistema di relazioni sindacali di rispettare tempi sempre più ravvicinati". Il rinnovo segue l'ipotesi di accordo firmata il 9 giugno 2026, successivamente sottoposta alle verifiche previste dall'articolo 47 del decreto legislativo n. 165/2001. La nuova struttura retributiva prevede incrementi progressivi con decorrenza dal 1° gennaio di ciascun anno del triennio. L'incremento medio complessivo a regime è pari a 162 euro lordi mensili per tredici mensilità. In dettaglio, dal 1° gennaio 2027, gli aumenti mensili lordi, calcolati su tredici mensilità, sono pari a 221 euro in media per l'area elevate professionalità, a 161,80 euro per l'area dei funzionari, a 133,20 euro per gli assistenti e a 126,60 euro per gli operatori.
”Un traguardo particolarmente importante e significativo per la Cisl e la Cisl FP dal momento che senza la firma del contratto precedente,fortemente voluto dalla nostra organizzazione, oggi i lavoratori del settore sarebbero ancora in attesa di due rinnovi”. E’ quanto sottolinea la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola.
”Il contratto è frutto della concretezza e del senso di responsabilità con la quale la Cisl ha sempre affrontato il tavolo negoziale, convinta com’è che questo sia l’unico strumento per la tutela dei salari e il recupero del potere d’acquisto. Introdotte novità non solo economiche con aumenti stipendiali e arretrati, ma anche il rafforzamento degli istituti della partecipazione, maggiore attenzione allo sviluppo professionale, l’introduzione di una specifica disciplina sull’intelligenza artificiale, più tutele in materia di conciliazione vita/lavoro”, aggiunge Fumarola.
”Per la Cisl resta fondamentale proseguire sempre più sulla via del confronto e della partecipazione per superare le sfide che ancora si frappongono alla costruzione di una Pubblica Amministrazione moderna, efficiente , vero volano di sviluppo per l’economia del Paese.
L’auspicio è che il nuovo contratto rappresenti l’inizio di una fase di rinnovata attenzione verso il lavoro pubblico e le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno - conclude la leader Cisl - sono impegnati per fornire servizi essenziali e di qualità al Paese”.
Cecilia Augella

