Oggi è stato sottoscritto il nuovo contratto nazionale di lavoro della Dirigenza sanitaria, un risultato atteso che rappresenta un passaggio fondamentale per il riconoscimento professionale, economico e organizzativo dei 130mila dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale e che porterà arretrati per circa 7mila euro.
La firma del contratto è estremamente rilevante per l’intero sistema sanitario pubblico in quanto rafforza il ruolo strategico della dirigenza sanitaria nella governance clinica, nell’innovazione organizzativa e nel miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini.
Determinante il contributo della Cisl Medici, che ha partecipato al confronto negoziale con competenza e visione strategica. L’impegno della Cisl Medici ha consentito di promuovere soluzioni orientate alla sostenibilità del sistema, alla dignità professionale dei dirigenti e la tutela delle condizioni di lavoro.
Il nuovo contratto introduce aggiornamenti mirati alla valorizzazione delle competenze, allo sviluppo di carriera, al rafforzamento delle tutele professionali e alla conciliazione tra vita lavorativa e personale.
“Con la firma di oggi - dichiarano Luciana Cois e Aniello Pietropaolo, segretaria generale e generale aggiunto Cisl Medici - si compie un passo importante verso il pieno riconoscimento del valore della dirigenza sanitaria. Questo contratto rappresenta non solo un adeguamento economico, ma un investimento strategico sulla qualità, sulla motivazione dei professionisti e sulla tenuta del Servizio sanitario nazionale.”
Novità della parte normativa
Il dirigente può chiedere la ricostituzione del rapporto di lavoro, negli ultimi cinque anni, con una delle aziende con le quali ha cessato il proprio rapporto.
Sono state introdotte modifiche in materia di ferie, al fine di garantirne maggiormente la fruizione e il monitoraggio del loro smaltimento. È prevista anche la possibilità di usufruire delle ferie durante il periodo di preavviso.
Considerata la peculiarità del settore sanitario, è stata introdotta una specifica tutela per il personale oggetto di aggressioni da parte di terzi, prevedendo il patrocinio legale da parte dell’Azienda e, su richiesta del dirigente, il supporto psicologico.
"E’ un risultato importante - sottolinea il segretario confederale, Ignazio Ganga - che premia la scelta operata dal tavolo negoziale di chiudere rapidamente il triennio contrattuale 2022/2024 assicurando significativi incrementi economici e poter così avviare il negoziato 2025/2027 nel quale affrontare e risolvere i problemi normativi ancora inevasi".
Diverse, comunque, le novità contenute nel testo quali ad esempio il rafforzamento delle tutele legali in caso di aggressioni, carriere più flessibili, premialità per chi lavora al pronto soccorso, aumenti per i giovani, riduzione delle penalizzazioni per il regime di extra moenia, aspetti fortemente sollecitati dalla Cisl e dalla Cisl medici.
"La firma odierna - precisa Ganga - rappresenta un passaggio fondamentale nel riconoscimento dell’insostituibile ruolo svolto dai professionisti della sanità pubblica, soprattutto alla luce delle grandi difficoltà affrontate in questi anni e di quelle che ogni giorno sono chiamati a sostenere per poter continuare a garantire un Servizio Sanitario Nazionale di qualità basato sui principi di universalità, uguaglianza ed equità".
"L’auspicio - conclude - è che ora, dopo l’emanazione da parte delle Regioni del necessario atto di indirizzo si convochi sin da subito il tavolo per l’avvio del negoziato del triennio 2025/2027 rendendo così possibile, per la prima volta, il riallineamento delle vigenze contrattuali".
Di diverso parere la Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN che non ha sottoscritto a novembre l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2022/2024 e non ha firmiamo ieri il definitivo perchè - ribadito - "non ci sono le condizioni sindacali minime economiche e normative. Rimane un contratto de-finanziato di ben 580 euro lordi rispetto all'inflazione del triennio, che non introduce nulla di normativo e che peggiora le sperequazioni a danno dei Dirigenti sanitari e delle professioni sanitarie".
Cecilia Augella

