Tre lasciti, due forti sensibilità, tre interrogativi aperti. Sono l'eredità che Papa Prevost ha ricevuto da Papa Bergoglio. Lo afferma il vaticanista del Tg1 Ignazio Ingrao, nel libro “Leone XIV. Chi dite che io sia? Sono un figlio di Agostino” (Edizioni Cantagalli), scritto insieme a Padre Giuseppe Pagano, Priore della comunità agostiniana di Santo Spirito a Firenze e amico di vecchia data del nuovo Pontefice.
I tre lasciti, spiega Ingrao, riguardano pace, ambiente e intelligenza artificiale. Tre temi centrali nel dibattito pubblico di questi anni e che secondo quanto trapela potrebbero essere al centro della prima Enciclica sociale.
In particolare l'intelligenza artificiale fa parte di quelle “rerum novarum”, delle cose nuove di oggi; così come gli esiti della prima rivoluzione industriale erano le cose nuove analizzate e rilette nel 1891 da Papa Pecci, Leone XIII, al quale Prevost ha esplicitamente guardato sin dalla scelta del nome.
Nell'enciclica di 135 anni fa, che pose le basi della dottrina sociale della Chiesa, erano contenuti giudizi etici e proposte concrete. E analogamente Papa Prevost in questi primi otto mesi di pontificato, sta concentrando molte riflessioni sul rapporto tra tecnologia e umano, anche con riferimento al mondo del lavoro: dalla sua sicurezza al salario dignitoso. Sulla pace, poi, Leone XIV ha speso le sue prime parole da Papa: Quegli aggettivi “disarmata e disarmante” sono la stella polare di ogni suo intervento sui grandi conflitti attuali: da Gaza all'Ucraina, passando per il dimenticato Sudan. Nel suo messaggio per la 59.ma Giornata mondiale che si celebra il primo gennaio, Papa Leone implora una pace “umile e perseverante” per questo mondo in cui per raggiungere la stessa pace si fa la guerra; in cui “si arriva a considerare una colpa” il fatto che non ci si prepari abbastanza “a reagire agli attacchi” e “a rispondere alle violenze”. Un mondo in cui le spese militari sono aumentate del 9,4%; in cui il rapporto tra i popoli è basato su paura e dominio; in cui si benedice il nazionalismo e si giustifica “religiosa mente la violenza e la lotta armata”.
E anche il tema ambiente è una costante di questo Pontificato. Nella prima intervista televisiva del suo pontificato, rilasciata proprio a Ingrao per il Tg1 della Rai, Prevost ha mandato un chiaro messaggio a tutti coloro, a partire dal presidente americano Trump, che sostengono teorie negazioniste a proposito del cambiamento climatico e del riscaldamento globale.
Lotta alla pedofilia e trasparenza finanziaria sono le due “forti sensibilità” consegnate da Papa Francesco a Papa Leone. Questioni ormai radicate nella Chiesa, cantieri che anche Prevost considera ormai sempre aperti. Così come sono cantieri aperti i tre “interroga tivi” che riguardano l'effettivo ruolo della donna nella Chiesa, le coppie omosessuali e il reale significato e la traduzione concreta del concetto sinodalità.
Tutto questo è l'eredità di Papa Francesco, che sarà vissuta da Papa Leone: certamente nel segno della continuità, ma tenendo conto anche di una personalità e di percorsi diversi. Americano di Chicago, missionario in Perù, Piore generale dell'Ordine agostiniano, infine apprezzato Prefetto del Dicastero per i vescovi Una biografia che ha colpito i Cardinali elettori del Conclave dello scorso maggio.
Biografia che possiamo approfondire nel ritratto inedito, sorprendente e profondamente umano che ci restituiscono le pagine scritte da padre Pagano, legato a “Padre Bob” da oltre quarant’anni di amicizia e cammino spirituale, iniziato al Collegio internazionale di Santa Monica a Roma.
Tra episodi quotidiani, momenti di studio e preghiera, gite, sport e scherzi “da convento” (come quando misero i coriandoli nel letto di un confratello; o dei lassativi al posto delle caramelle ad un altro), si delinea la figura di un uomo semplice, sereno e capace di ascolto, animato da prudenza, fraternità e spirito di servizio.
Affiorano ricordi vivaci: i viaggi negli Stati Uniti, il piacere di guidare l'automobile, i bagni al lago d’estate, il tifo per la Roma e la passione per il tennis, le sere di canti e discussioni, la risata contagiosa, Accanto alla dimensione conviviale emerge il tratto distintivo di Leone XIV: la capacità di unire, la prudenza per non creare situazioni di attrito o di potenziale scontro, la capacità di fare un passo indietro per il bene comune, la volontà di custodire l’armonia della comunità. Una testimonianza preziosa che racconta il cuore agostiniano del Pontefice e la sua straordinaria maturità umana e spirituale.

