Giovedì 18 giugno 2026, ore 20:06

Referendum '46

Cisl e Fnp celebrano gli 80 anni della Repubblica italiana

Ricordare il referendum istituzionale come una delle pagine più importanti della storia democratica del nostro Paese, riflettendo sul suo significato civile, sociale e umano: è quello che hanno voluto fare la Cisl e la Fnp con l'evento “La storia e le storie di 80 anni di Repubblica”, svoltosi a Roma, presso la Sala Roma Eventi – Fontana di Trevi, per celebrare non solo un passaggio fondamentale della storia politica italiana, ma anche una vicenda profondamente umana, fatta di scelte, speranze, sacrifici e partecipazione di coloro che, donne e uomini, vissero quella stagione, contribuendo alla nascita della Repubblica e alla ricostruzione democratica, sociale ed economica del Paese. Ad aprire i lavori il segretario generale Fnp Cisl, Roberto Pezzani, per il quale il referendum del 2 giugno 1946 non può essere raccontato soltanto attraverso i grandi eventi della politica. “Quel giorno milioni di donne italiane entrarono per la prima volta da protagoniste nella vita democratica del Paese – ha affermato - unite dalla consapevolezza di vivere qualcosa che nessuna donna della loro famiglia aveva mai vissuto prima”.

Per il segretario della Federazione pensionati Cisl, il suffragio universale, ricordato come un fatto importante e quasi scontato, non lo fu affatto, visto che per la prima volta donne che avevano lavorato, sofferto e affrontato la guerra, potevano finalmente esprimere la propria volontà politica. Il suffragio universale e la conquista della democrazia – ha detto Pezzani - non sono conquiste acquisite per sempre, ma beni preziosi che richiedono una manutenzione civile quotidiana. Riportare alla luce la commozione, l'orgoglio e la dignità con cui i lavoratori e le donne di allora affrontarono quella scelta epocale significa dare alle nuove generazioni una bussola di partecipazione e di responsabilità democratica.”

Un momento importante che la Fnp Cisl ha voluto ricordare anche per lasciarne testimonianza alle generazioni future, raccogliendo i racconti di persone, oggi ultracentenarie, che parteciparono al voto del 1946 attraverso varie interviste attraverso le proprie strutture regionali e territoriali. "Quando un Paese perde la memoria - ha concluso Pezzani - non perde semplicemente una parte del proprio passato, ma soprattutto una parte della propria capacità di comprendere il presente e di immaginare il futuro." Pezzani ha, poi, sottolineato l'impegno dell'organizzazione nel farsi ponte tra le generazioni: "Il sindacato ha il dovere di custodire questa straordinaria eredità civile e di trasmetterla ai più giovani.

Di memoria ha parlato anche Aldo Carera, presidente della Fondazione Giulio Pastore, presente all'evento, sottolineando la sua valenza non quanto deposito nel quale conservare ciò che è accaduto, ma come radice dalla quale una comunità trae la forza per restare in piedi e affrontare i cambiamenti.

All'evento presente anche Alfonso Celotto, professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università Roma Tre e Giulia Guerrini, avvocato giuslavorista, che hanno presentato il libro scritto a 4 mani “Viva il Re! Viva la Repubblica! La storia e le storie di un voto”, per raccontare la nascita della Repubblica non solo attraverso gli avvenimenti politici e istituzionali più rilevanti, ma anche tramite i volti, le emozioni e i ricordi delle persone protagoniste di quei giorni.

A concludere l'evento Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, che ha sottolineato come il 2 giugno 1946 non sia stato soltanto una consultazione elettorale. “Fu il giorno in cui gli italiani tornarono a essere pienamente cittadini dopo gli anni della dittatura fascista, in cui il popolo italiano scelse la Repubblica, elesse l'Assemblea Costituente e assunse nelle proprie mani la responsabilità di costruire il futuro. ”Nonostante provenissero da culture politiche diverse, per la segretaria generale Cisl “Le costituenti e i costituenti seppero distinguere il conflitto politico dalla responsabilità verso il Paese. Capivano che i grandi problemi si affrontano solo insieme. Allora si trattava di ricostruire un Paese dalle macerie. Oggi si tratta di guidarlo, difendendo l’Europa e il suo modello sociale”. Secondo Fumarola bisogna coordinare forze e prospettive per dare forma a un fronte sociale riformatore, e orientare ogni soggetto responsabile verso il bene comune. “Per questo la Cisl continua a proporre un Patto della responsabilità tra istituzioni e forze sociali fondato sul dialogo e sulla condivisione degli obiettivi strategici. La generazione che votò il 2 giugno 1946 ci ha consegnato una Repubblica libera, fondata sulla partecipazione e sul lavoro. A noi la responsabilità di renderla ogni giorno più giusta, più solidale, più partecipata, più vicina alle persone. La memoria non è nostalgia. È coscienza civile. È capacità di insegnare alle nuove generazioni l’amore per la libertà.”

Anna Taverniti
 

( 18 giugno 2026 )

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