Nell’analisi di Mons. Lalli ”la priorità non è solo salvare i posti di lavoro, ma mantenere al centro la verità sul senso del lavoro. Perché la differenza nei luoghi di lavoro la fanno le persone, non la tecnologia”. Mentre per Don Duchi ”l’enciclica ci ricorda che la destinazione universale dei beni oggi significa trovare modi per assicurare l’accesso universale alle tecnologie. Un discorso che parte sempre dalla stessa terra ferma: il bene comune come forma sociale della dignità umana”.
La professoressa Bertolaso sottolinea che ”solo nel periodo del Covid abbiamo accelerato di 400 anni l’incorporazione della tecnologia nella quotidianità. L’idea di impresa di un tempo era quella di qualcuno che sapeva come si facevano le cose: oggi c’è un’erosione del capitale sociale, che deve diventare sempre più consapevolezza del valore di quello che chiamiamo ‘capitale relazionale’. E questo perché, proprio nell’epoca della digitalizzazione, i dati evidenziano una nuova epidemia: la solitudine e l’isolamento, in una società stanca”.
Il Professor Becchetti avverte che ”la democrazia è a rischio: l’IA trucca il campo da gioco, perché l’algoritmo è costruito per favorire la polarizzazione. Più la gente resta connessa a litigare, più profitto genera la pubblicità. Oggi è il tempo dell’habeas mentem: come l’habeas corpus difendeva il corpo, ora dobbiamo difendere la mente. Serve trasparenza degli algoritmi, responsabilità civile e penale, identità digitale unica”. Becchetti si dice convinto che ”la IA non distruggerà il lavoro. Al contrario, è un'ancora di salvezza”.
In un intervento video Alec Ross ha invitato a ”non lasciare totalmente il nostro pensiero all’IA che può essere utilizzata o come una bicicletta o come una sedia a rotelle. Quando la usiamo come una bicicletta c’è ancora lo sviluppo dei muscoli. Possiamo andare con più velocità e più lontano, ma se lasciamo totalmente il pensiero critico all’IA è più come una sedia a rotelle: atrofizza muscoli e cervello”.
Introducendo i lavori, il segretario confederale della Cisl Mattia Pirulli ha detto che ”la Magnifica Humanita’ analizza i cambiamenti in atto senza cedere alla paura, proponendo invece un approccio improntato alla valorizzazione del fattore umano. Questo approccio rispecchia la visione sindacale della Cisl. L’innovazione di domani sarà autentica solo se saprà dimostrarsi profondamente umana”.
Giampiero Guadagni
