Venerdì 10 luglio 2026, ore 19:37

IA 

Mantenere al centro la verità sul senso del lavoro 

La Magnifica Humanitas ”ci consegna un richiamo forte: davanti alla potenza della tecnologia, l'umanità è chiamata a fare un passo decisivo contro l'economia dello scarto e per una piena umanizzazione del lavoro. È un messaggio universale, che supera i confini religiosi: nessuna innovazione è davvero tale se lascia indietro la persona o ne comprime la dignità”. È quanto ha sottolineato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, concludendo a Roma, presso la sede nazionale della Confederazione il Comitato esecutivo del sindacato di Via Po, riunito in sessione di studio, sul tema dell'enciclica di Papa Leone XIV. All'iniziativa hanno portato il loro contributo Mons. Mauro Lalli, Arcivescovo e Nunzio Apostolico; don Simone Duchi, teologo e officiale della Segreteria di Stato; Marta Bertolaso, professoressa ordinaria di Logica e Filosofia della Scienza presso l'Università Campus Bio-Medico di Roma; Leonardo Becchetti, economista e docente dell'Università di Roma Tor Vergata; Alec Ross, esperto di politiche tecnologiche della Bologna Business School. Afferma Fumarola: ”Non siamo davanti soltanto a una nuova generazione di strumenti digitali. Siamo dentro una scelta di civiltà. La tecnologia non è mai neutrale in modo assoluto: dipende da chi la progetta, da chi la possiede, dagli interessi che la orientano, dalle regole che la governano e dal ruolo riconosciuto alle persone che lavorano. Oggi una parte decisiva di questa trasformazione è nelle mani di pochi grandi attori globali. È una concentrazione di potere che le democrazie non possono sottovalutare. L'Europa deve assumere un ruolo molto più forte, perché la regolazione, da sola, non basta”. Per la numero uno della Cisl ”l’IA può essere un grande supporto. Può liberare tempo, ridurre mansioni ripetitive, migliorare diagnosi, rendere più efficienti servizi e processi. Ma diventa pericolosa quando pretende di sostituire il giudizio umano, quando riduce il lavoratore a terminale esecutivo di procedure decise altrove. È qui che si apre il rischio della delega integrale: il rischio di smettere di pensare, di scegliere e di discutere. Il rischio di consegnare alla macchina, pezzo dopo pezzo, non solo alcune attività, ma il senso stesso del lavoro”. Conclude Fumarola: ”Vogliamo un'Ia pro-umana e pro-worker. Che non sostituisca la competenza delle persone, ma la amplifichi. Che non cancelli il saper fare, ma lo renda più forte. Che non disintermedi la rappresentanza, ma apra nuovi spazi di responsabilità condivisa".
Nell’analisi di Mons. Lalli ”la priorità non è solo salvare i posti di lavoro, ma mantenere al centro la verità sul senso del lavoro. Perché la differenza nei luoghi di lavoro la fanno le persone, non la tecnologia”. Mentre per Don Duchi ”l’enciclica ci ricorda che la destinazione universale dei beni oggi significa trovare modi per assicurare l’accesso universale alle tecnologie. Un discorso che parte sempre dalla stessa terra ferma: il bene comune come forma sociale della dignità umana”.
La professoressa Bertolaso sottolinea che ”solo nel periodo del Covid abbiamo accelerato di 400 anni l’incorporazione della tecnologia nella quotidianità. L’idea di impresa di un tempo era quella di qualcuno che sapeva come si facevano le cose: oggi c’è un’erosione del capitale sociale, che deve diventare sempre più consapevolezza del valore di quello che chiamiamo ‘capitale relazionale’. E questo perché, proprio nell’epoca della digitalizzazione, i dati evidenziano una nuova epidemia: la solitudine e l’isolamento, in una società stanca”.
Il Professor Becchetti avverte che ”la democrazia è a rischio: l’IA trucca il campo da gioco, perché l’algoritmo è costruito per favorire la polarizzazione. Più la gente resta connessa a litigare, più profitto genera la pubblicità. Oggi è il tempo dell’habeas mentem: come l’habeas corpus difendeva il corpo, ora dobbiamo difendere la mente. Serve trasparenza degli algoritmi, responsabilità civile e penale, identità digitale unica”. Becchetti si dice convinto che ”la IA non distruggerà il lavoro. Al contrario, è un'ancora di salvezza”.
In un intervento video Alec Ross ha invitato a ”non lasciare totalmente il nostro pensiero all’IA che può essere utilizzata o come una bicicletta o come una sedia a rotelle. Quando la usiamo come una bicicletta c’è ancora lo sviluppo dei muscoli. Possiamo andare con più velocità e più lontano, ma se lasciamo totalmente il pensiero critico all’IA è più come una sedia a rotelle: atrofizza muscoli e cervello”.
Introducendo i lavori, il segretario confederale della Cisl Mattia Pirulli ha detto che ”la Magnifica Humanita’ analizza i cambiamenti in atto senza cedere alla paura, proponendo invece un approccio improntato alla valorizzazione del fattore umano. Questo approccio rispecchia la visione sindacale della Cisl. L’innovazione di domani sarà autentica solo se saprà dimostrarsi profondamente umana”.
Giampiero Guadagni

( 10 luglio 2026 )

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