Martedì 5 maggio 2026, ore 6:39

Confronto 

Ammortizzatori e pensioni, cantieri riaperti 

A due giorni dalla scadenza indicata dal ministro del Lavoro, la riforma degli ammortizzatori sociali resta al palo e il rinvio a settembre è ormai un rischio concreto. L’incontro di martedì scorso tra Orlando e i leader di Cgil Cisl e Uil è stato importate per l’avvio del confronto delle prossime settimane, legando con più convinzione gli ammortizzatori alle politiche attive.
Sottolinea il numero uno di Via Po Sbarra: ”Le nostre proposte sono note e puntano ad un sistema universale: dobbiamo accelerare ed entrare in una fase stringente perché l’autunno rischia di determinare forti tensioni sociali, per la crisi che continua a pesare su molte aziende e milioni di lavoratori". Aggiunge Sbarra: ”Dobbiamo fare uno sforzo ulteriore sulla Naspi, con l’eliminazione del decalage e l'allungamento della durata”.
Il tema si intreccia con quello delle pensioni, altro cantiere che si è riaperto. Il confronto di mercoledì ha dato il via all road map che dovrà portare a una soluzione per sciogliere il nodo principale della questione, la fine della sperimentazione di quota 100 (cosa che avverrà al 31 dicembre di quest’anno). Gli elementi cardine che i sindacati hanno messo sul tavolo del Ministro sono la flessibilità in uscita a partire da 62 anni, riconoscimento di 41 anni di contributi come punto valido per andare in pensione e attenzione a giovani e donne.
La riforma previdenziale è stata anche al centro dell’incontro di mercoledì tra Cgil Cisl e Uil (rappresentate dai segretari confederali Ghiselli, Ganga e Proietti) con il Pd (delegazione guidata dalla capogruppo alla Camera Serracchiani).
I sindacati hanno ribadito ”la necessità di arrivare ad un intervento complessivo sulla previdenza che, alla luce delle proposte contenute nella Piattaforma unitaria e presentate al ministro del Lavoro Orlando, consenta l'accesso flessibile alla pensione a partire dai 62 anni, 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica, il riconoscimento previdenziale dei lavori gravosi, di cura svolto in particolare dalle donne, la tutela del lavoro discontinuo o a basso reddito dei lavoratori più giovani, il rilancio della previdenza complementare, il ripristino della piena rivalutazione delle pensioni e l’ampliamento e l'incremento della quattordicesima. Cgil Cisl e Uil hanno inoltre sottolineato come un intervento sulle pensioni in grado di rispondere ai bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici deve essere assunto come urgente dalle forze politiche e governative alla luce dell'attuale contesto di difficoltà economica e sociale ed è quindi importante che possa trovare riscontro nella prossima legge di bilancio”. I parlamentari del Pd hanno condiviso le preoccupazioni del sindacato e la necessità di un misure adeguate sulla previdenza confermando l'attenzione alle proposte presentate dal sindacato anche prevedendo successivi incontri di approfondimento.
Giampiero Guadagni

( 28 luglio 2021 )

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