Conti in ordine, investimenti nelle aziende dell’agroalimentare, valorizzazione dei prodotti del made in Italy a tutela dei consumatori. Questi gli asset strategici su cui si è mossa Enpaia nel 2025. I prodotti agroalimentari italiani restano al centro degli interessi dei produttori, dei consumatori e degli investitori istituzionali come la cassa di previdenza del settore agricolo (9200 aziende associate, 42.00 iscritti, 2,2 mld di patrimonio). E’ quanto emerge dalla Relazione annuale della Fondazione Enpaia presentata al Senato. Da sottolineare soprattutto tre elementi, ha spiegato il Presidente, Giorgio Piazza, “il valore per i consumatori dei prodotti nostrani, la centralità dei produttori nel futuro di Enpaia e la valorizzazione della filiera agroalimentare come volano per l’economia nazionale. Da qui la nostra scelta d’investire 500 milioni nell’economia reale e nell’agroalimentare di qualità”. Una scelta – ha sottolineato il Direttore Generale della Fondazione, Roberto Diacetti – che si è resa possibile grazie ad un bilancio solido che nel 2025 ha fatto registrare un avanzo di oltre 27 milioni e un patrimonio in crescita che consentirà di replicare anche nel 2026 investimenti mirati a sostegno soprattutto delle aziende italiane del settore primario. Non a caso – ha ricordato Diacetti – dopo l’ingresso nel capitale di Masi Agricola (produttore del famoso Amarone della Valpolicella), di BF (la più grande azienda agricola italiana), di Granarolo (l’unico grande player del settore lattiero-caseario italiano) e di Granterre (tra le primarie aziende produttrici di salumi e formaggi), puntiamo ad entrare nel capitale di altre aziende agroalimentari italiane”.
“Un percorso virtuoso e apprezzabile – ha detto nel suo intervento Annamaria Furlan, Vicepresidente della Commissione parlamentare per il controllo sull’attività degli enti di previdenza – perché quando si parla di previdenza bisogna avere il respiro lungo. Tenere insieme le generazioni. Investire nell’economia reale significa quindi avere lo sguardo lungo”
E parlando unitariamente, anche a nome di Cgil e Uil di categoria, è intervenuta anche la segretaria nazionale della Fai Cisl, Raffaella Buonaguro, apprezzando le scelte di Enpaia di questi anni. “Sono state scelte condivise dalle organizzazioni sindacali, perché – ha detto la Buonaguro – investire nell’economia reale significa rafforzare le tutele previdenziali e quindi tutelare i lavoratori “.
Tutti hanno convenuto che bisogna fare sforzi importanti per rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori. Secondo una ricerca Censis- Enpaia per 9 italiani su 10 la filiera agroalimentare italiana viene percepita come la principale garanzia di qualità. Ma tra il 2021 e il 2025 i prodotti alimentari sono aumentati di oltre il 26,6 % mentre i salari sono rimasti al palo. Risultato: per il buon cibo spendiamo di più ma nel carrello della spesa ci sono meno prodotti.
Mauro Lozzi

