Prosegue intanto, presso la sede della Confindustria, il confronto serrato tra Cgil Cisl Uil e 14 associazioni datoriali su rappresentanza e modello contrattuale. Lunedì e martedì scorso due lunghissime riunioni. il confronto riprenderà il 28 settembre. Sottolinea il segretario confederale della Cisl Pirulli: ”Tanto più entriamo nei temi tanto più emergono le complessità da dover affrontare. C’è l'atteggiamento giusto di voler affrontare tutti i temi, di arrivare anche a delle sintesi che tengano insieme la piattaforma datoriale e la piattaforma che è stata presentata unitariamente da noi sindacati”. Il tema più complesso è la questione salariale, come dice anche il segretario generale della Cgil Landini. Sul tavolo anche formazione, salute e sicurezza, partecipazione. Osserva il numero uno della Uil Bombardieri: ”Entrambe le parti hanno fatto uno sforzo per non far saltare il tavolo”.
Conferma il vicepresidente di Confindustria per il lavoro e le relazioni industriali Marchesini: ”Il lavoro è un po' più complesso e più lungo forse di quello che ci aspettavamo. Ma non ci sono rotture. Ci sono temi complicati, si deve arrivare ad un accordo globale”.
Nel frattempo il centro studi di Confindustria, nella sua ultima analisi economica mensile, parla di ”frenata in vista". L'inflazione è in aumento, l’industria tiene, l'occupazione si è fermata.
Nei giorni scorsi il Report semestrale della Cisl, diffuso in occasione dei dati Istat, ha registratoa nel secondo trimestre 2026 la crescita dell'occupazione, con 24.447.000 occupati, in aumento di 246 mila unità (+1%) rispetto allo stesso periodo del 2025, insieme alla riduzione della disoccupazione e dell'inattività e a una maggiore stabilità dei rapporti di lavoro. Sottolinea il segretario confederale Cisl Pirulli: ”Restano però criticità strutturali, soprattutto nella partecipazione di giovani e donne. Per questo, nella prossima legge di bilancio occorre concentrare le risorse su questi target, dando continuità al programma GOL e rivedendo gli incentivi alle assunzioni, premiando le imprese che investono in formazione e conciliazione vita-lavoro”.
E dal mondo politico sono arrivate trasversali reazioni positive al Libro bianco della Cisl. Afferma la capogruppo di Forza Italia al Senato Stefania Craxi: ”Le sfide dei prossimi anni necessitano di una grande partecipazione e di una forte responsabilità politica. Forza Italia è pronta a fare la sua parte. In questi quattro anni, grazie al nostro contributo, le retribuzioni sono cresciute, il pubblico impiego ha ritrovato una centralità e una dignità dimenticate da tempo, l'occupazione ha raggiunto i suoi massimi storici, con una crescita determinante dei contratti a tempo indeterminato. La tassazione sui salari è stata ridotta e il potere d'acquisto delle famiglie è stato preservato. La prossima legge di Bilancio dovrà fare scelte importanti per garantire sviluppo, coesione sociale ed equità. Giovani, donne e lavoro autonomo saranno al centro delle proposte di Forza Italia. Apprezzo che queste stesse priorità siano contenute nella proposta Cisl, in particolare l'ipotesi di una tassazione di favore per i giovani”. Ugualmente forte, aggiunge Craxi, ”è la nostra attenzione sulle politiche industriali, ricordando che le imprese italiane sono protagoniste sempre di più sui mercati globali anche grazie al sostegno offerto dal Governo. Sono pienamente disponibile ad un incontro con la segretaria Fumarola per approfondire le proposte del Libro verde e trasformarle in azioni parlamentari e di Governo”.
Dalle opposizioni la voce di Filippo Sensi, Pd: ”Significativo e raro, in tempi di clava, individuare i problemi, suggerire proposte, lavorare insieme a cercare soluzioni sulle priorità del Paese. Bene il Libro Verde nel merito e nel metodo”. E per Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva, ”nel vuoto di idee e nell'assenza di visione che contraddistingue l'azione di governo del centrodestra, il Libro Verde della Cisl offre finalmente una serie di spunti intelligenti sulla strategia da seguire per far ripartire l'Italia”. Aggiunge Faraone: ”Strumenti come i due livelli contrattuali o la contrattazione decentrata, l'idea della formazione permanente, le quote d'ingresso per gli stranieri dopo i corsi di formazione seguiti in patria, il recupero dei Neet sono tutte proposte a cui attingere per offrire finalmente una soluzione concreta ai tanti problemi strutturali dell'Italia, in primis quello dei salari bassi”.
Giampiero Guadagni
