La lieve flessione del Pil nel secondo trimestre del 2025 è dovuta a contributi nulli dei consumi delle famiglie e delle istituzioni sociali private (Isp) e della spesa delle amministrazioni pubbliche, a contributi positivi degli investimenti per 0,2 punti percentuali (con una crescita sul trimestre precedente dell'1%) e della variazione delle scorte per 0,4 punti, a fronte di un contributo negativo della domanda estera netta per 0,7 punti. Le importazioni sono aumentate dello 0,4% e le esportazioni sono diminuite dell'1,7%. Dal lato del valore aggiunto sono risultate in diminuzione sia l'agricoltura, silvicoltura e pesca dello 0,6% sia l'industria dello 0,3%, a fronte di una stazionarietà fatta registrare dai servizi.
Carrello della spesa più caro ad agosto: i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona mostrano una dinamica in accelerazione dell'inflazione che passa dal 3,2% al 3,5%. Lo comunica l' Istat spiegando che a aumentare più che a luglio sono anche i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +2,3% a +2,4%).

