Venerdì 9 ottobre 2026, ore 23:56

Libro Verde Cisl 

Salari, fisco, casa: serve un patto per il futuro 

“Il filo conduttore che tiene insieme tutte le proposte del Libro Verde è la partecipazione”. Lo ha sottolineato la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, intervenendo al Tecnopolo di Modena al confronto ”Costruire il futuro: dialogo tra impresa e lavoro”, che l'ha vista protagonista insieme al presidente di Confindustria Emanuele Orsini. L'evento, organizzato dalla Cisl Emilia Centrale, è stato introdotto dalla segretaria generale Rosamaria Papaleo e moderato da Davide Berti, direttore della Gazzetta di Modena, della Gazzetta di Reggio e de La Nuova Ferrara. Al centro del confronto, appunto, l'agenda del Libro Verde della Cisl, con le proposte per rilanciare la crescita, migliorare la qualità del lavoro e rafforzare il ruolo delle parti sociali nella costruzione delle politiche economiche e sociali del Paese. ”Nelle aziende in cui è stata praticata, la partecipazione ha funzionato, permettendo a lavoratrici e lavoratori di gestire le crisi insieme all'impresa, prima che diventassero irreversibili, intervenendo sull'organizzazione del lavoro e su altri aspetti strategici”, ha affermato Fumarola. La numero uno del sindacato di Via Po chiede che la legge sulla partecipazione sia dotata di un fondo strutturale. Sul confronto con le associazioni datoriali, la leader Cisl ha ribadito la disponibilità a chiudere rapidamente un'intesa, indicando però le condizioni necessarie: ”La firma arriverà soltanto se vi sarà una risposta compiuta a tutte le questioni che abbiamo posto: rappresentanza e contrattazione, garantendo massimo respiro alla contrattazione decentrata per vicinanza alle imprese e estendendola dove ancora non c'è; salute e sicurezza, un'emergenza non più tollerabile di fronte a tre morti al giorno sul lavoro; formazione, intesa come diritto universale ed esigibile; partecipazione reale dei lavoratori”. Altro capitolo centrale è quello fiscale, in vista della definizione della prossima manovra. ”Riteniamo indispensabile agire sulla leva fiscale” e ”vogliamo incontrare il Governo prima che la manovra venga definita”. La Cisl continua a chiedere che ”l'aliquota del 33% sia estesa ai redditi fino a 60.000 euro” e che ”scaglioni e detrazioni vengano agganciati all'inflazione per contrastare il fiscal drag”. Tra le priorità anche la detassazione delle tredicesime e il rafforzamento della detassazione all'1% sui premi di risultato della contrattazione decentrata e sugli utili negoziati. ”Le risorse esistono: con oltre 100 miliardi ancora sommersi, occorre smettere di concedere condoni e prebende, applicando invece il principio costituzionale della progressività fiscale”. Infine, Fumarola ha richiamato l'attenzione sull'emergenza abitativa, che colpisce fasce sempre più ampie della popolazione. ”La casa è oggi la nuova frattura sociale, e quello che sta succedendo anche in Spagna lo dimostra. È un tema di cui dobbiamo occuparci perché, dal 2021 al 2025, il costo delle abitazioni è aumentato del 15%. Perfino il ceto medio con stipendi e strutture più solide soffre, perché non riesce a pagare un affitto o ad acquistare un'abitazione; figuriamoci chi non ha queste opportunità”. Per la leader Cisl, il piano casa rappresenta ”un primo passo in avanti”, ma occorre fare di più, a partire dal recupero degli immobili popolari da ristrutturare, circa 60.000: ”Andrebbero incentivate tramite un credito d'imposta, quelle imprese che investono in alloggi per i propri dipendenti. E occorre utilizzare fino all'ultimo centesimo tutte le risorse messe a disposizione dall'Europa, senza perdere altro tempo”, ha concluso Fumarola.
Per il presidente di Confindustria Orsini ”il costo della casa non dovrebbe superare il 25% dello stipendio netto di un giovane. La disponibilità di alloggi è fondamentale anche per il legame tra imprese e territorio e per la crescita delle persone. Da qui la richiesta di individuare aree da destinare a questo obiettivo, nel rispetto della tutela del territorio”. Anche il numero uno di Viale dell’Astronomia auspica che l’accordo tra sindacati e imprese sia chiuso presto, ”entro i primi giorni di novembre”. Interpellato sugli stipendi fermi da anni, Orsini rivendica lo stato dei rinnovi contrattuali. ”Tra contratti non scaduti e contratti firmati, il 94% dei contratti è in regola: forse bisogna bussare a qualcun altro, ad esempio agli artigiani”. In tema di manovra, osserva Orsini, ”il punto fondamentale è la crescita con un piano industriale che abbia visione”. E con il Pnrr che finisce ”occorre pensare ad un piano di rilancio per continuare a costruire le cose che servono”.
Giampiero Guadagni

( 9 ottobre 2026 )

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