Martedì 27 gennaio 2026, ore 15:10

Europa

Catalogna, Rajoy: dialogo solo nel rispetto della Costituzione

L'attesa di oggi non solo in Spagna era per la reazione del premier Mariano Rajoy dopo il discorso pronunciato ieri da Puigdemont, in cui la dichiarazione di indipendenza della Catalogna è stata congelata in attesa dell'avvio di negoziati con Madrid. Ebbene, stamane il premier spagnolo ha compiuto un altro passo il primo passo istituzionale verso l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione che cancella l'autonomia della Catalogna. In pratica, Rajoy ha chiesto a Puigdemont di fare chiarezza sulla dichiarazione di indipendenza. “Vi dico subito che la posizione del governo è che l'impegno verso la chiarezza è importante per la confusione generata dagli eventi di ieri in Catalogna”. Il governo di Madrid, ha spiegato il premier nel corso di una conferenza stampa, “chiederà al governo della Catalogna di chiarire se ha dichiarato o no l'indipendenza. Questo requisito è necessario quando si attiva l'articolo 155 della Costituzione, in questo modo vogliamo offrire certezze ai cittadini”.

La richiesta di Rajoy è anche legata a quanto accaduto dopo la seduta parlamentare quando Puigdemont, i membri del governo e i deputati della maggioranza separatista hanno firmato una dichiarazione di indipendenza. Si è trattato di "una dichiarazione simbolica", si è affrettato a sottolineare oggi il portavoce del governo catalano Jordi Turull. "Il presidente ha detto che sospendeva gli effetti dell'indipendenza, della legge di transizione per poterci sedere, ascoltare, dialogare e vedere se c'è un mezzo per trovare un accordo", ha spiegato Turull. "La dichiarazioe di indipendenza deve essere fatta dal parlamento di Catalogna", ha aggiunto.

La Commissione europea ha ribadito intanto ancora una volta il suo appello al "pieno rispetto dell'ordine costituzionale spagnolo". "Una soluzione" alla crisi aperta dal referendum unilaterale di indipendenza del primo ottobre deve essere trovata "nel quadro della Costituzione spagnola", ha insistito Bruxelles.

( 11 ottobre 2017 )

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