Martedì 3 marzo 2026, ore 1:27

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Via Po Cultura

Per Codeluppi, quella che oggi chiamiamo “pop culture” non è altro che l’evoluzione di quella che un tempo si definiva cultura di massa: «La chiamiamo “pop” perché è popular, ovvero consumata da un pubblico vasto e trasversale», ci spiega. È un insieme di prodotti – serie, film, canzoni, libri, videogiochi – che attraversano i confini nazionali e si diffondono grazie ai meccanismi industriali nati nell’Ottocento. Nonostante i progressi della globalizzazione, l’egemonia culturale resta saldamente americana. «Gli Stati Uniti assorbono pochissimi prodotti culturali esteri, mentre l’Europa continua a nutrirsi in larga parte di contenuti provenienti da oltreoceano», osserva Codeluppi. «Per questo la cultura pop può essere considerata, in fondo, americana: con i suoi modelli culturali, i suoi valori e persino i suoi consumi. Il successo planetario delle sneakers o dell’abbigliamento casual lo dimostrano».

( 5 dicembre 2025 )

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Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento

La mostra su Giotto e San Francesco alla Galleria Nazionale di Perugia

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“Tutto in una notte”, di Beatrice Del Bo, ci rivela che il tempo delle ore notturne nell'età di mezzo, non era affatto immobile e silenzioso

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La casa degli specchi

Intervista a Luca Valera, Professore associato di Filosofia e Direttore del dipartimento di Filosofia all’Università di Valladolid

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