Per una volta è stato coerente. Donald Trump aveva promesso nuovi raid sull’Iran overnight e così è stato. Il bilancio, provvisorio, degli attacchi USA di mercoledì e giovedì su 90 obiettivi è di 17 morti e 93 feriti, tra cui una sessantina ancora ricoverati n ospedale, secondo il ministero della salute della Repubblica islamica. Per Teheran si tratta di "un flagrante crimine di guerra”. Mentre l’Iran “ha dimostrato la sua incrollabile determinazione ad affrontare i nemici malevoli dell’Iran e a preservare il potere, la sovranità nazionale e l’integrità territoriale della nostra patria - afferma il ministero egli esteri in una dichiarazione - i leader malevoli e squilibrati degli Stati Uniti hanno fatto ricorso a insulti, menzogne e aggressioni militari”. L’eco dei nuovi attacchi è arrivata anche a New York. Gli USA “hanno la piena e innegabile responsabilità di tutte le conseguenze derivanti dal loro uso illegale della forza”, ha denunciato l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite. Amir Saeid Iravani, ha inviato una lettera al segretario generale delle Nazioni Unite e al presidente del consiglio di sicurezza condannando “i ripetuti atti di aggressione da parte degli Stati Uniti”. L’Iran, dice, “ribadisce che gli Stati Uniti si assumono la piena e incondizionata responsabilità di tutte le conseguenze derivanti dal loro uso illegale della forza, nonché della grave minaccia che le loro azioni illegali rappresentano per la pace e la sicurezza internazionali”. Secondo media iraniani, fa sapere la BBC, la centrale nucleare di Bushehr è stata colpita giovedì pomeriggio. Un commento, attribuito a un vice governatore della provincia, afferma che il perimetro dell'impianto è stato colpito da proiettili lanciati dagli USA, che non hanno voluto commentare. L'agenzia di stampa iraniana Mehr rileva che l'Iran ha risposto colpendo obiettivi statunitensi in Kuwait e Giordania, che ha abbattuto 8 missili nel suo spazio aereo. Segnalate anche esplosioni presso la base Victory a Baghdad, in Iraq, e in Bahrein e Qatar. Secondo la Francia, però, è l’Iran ad aver violato “l'accordo raggiunto con gli USA e il diritto internazionale”. Il commento è del ministro degli esteri, Jean-Noël Barrot intervistato da TF1. Pur rifiutandosi di condannare gli attacchi statunitensi degli ultimi 2 giorni in Iran o di commentare il loro ruolo in questo rinnovato conflitto, Barrot ha fatto comunque riferimento a “un ciclo di rappresaglie che deve finire”, poiché “questa guerra crea solo perdenti”. Il corpo delle guardie rivoluzionarie Islamiche iraniano afferma di aver stabilito il controllo dello Stretto di Hormuz. In una dichiarazione pubblicata dall'agenzia di stampa Tasnim, l’IRGC sostiene di aver “mantenuto la sicurezza” nello stretto e di aver avviato la sua “graduale riapertura” nelle ultime 2 settimane. Il traffico ha raggiunto “circa il 50 per cento” dei livelli prebellici e “continua ad aumentare” per le navi che ottengono "l'autorizzazione" dall'Iran. Le potenze straniere, quindi, “non hanno alcun diritto su questa terra o sullo Stretto di Hormuz”, e qualsiasi interferenza comporterà una “risposta schiacciante”. Solo 23 navi mercantili e petroliere, secondo BBC Verify hanno attraversato l'8 luglio lo Stretto di Hormuz.
Pierpaolo Arzilla

