Dmitriev, l’uomo di Putin per gli investimenti stranieri, annuncia la firma di un memorandum per un progetto sognato da molto tempo, ma mai realizzato: un tunnel lungo 112,5 chilometri attraverso lo stretto di Bering, la cui costruzione richiederebbe otto anni e costerebbe 8 miliardi. La realizzazione potrebbe essere affidata alla Boring, la compagnia fondata da Elon Musk. Il disgelo tra Mosca e Washington viaggia sul fondo dell’Oceano e conferma una relazione forse mai interrotta. Il tunnel sotto lo Stretto collegherà la regione russa della Chukotka all’Alaska, ha anticipato il direttore per il Fondo russo per gli investimenti diretti e inviato del Cremlino per gli investimenti stranieri, Kirill Dmitriev, a margine del Forum economico di San Pietroburgo, seguito sicuramente meno di quello di Davos, ma in tempi odierni forse anche di maggior rilievo per le sorti globali, visto che presente al Forum per la prima volta da anni c’era anche una delegazione degli Usa guidata da Rosney Mims Cook, presidente della Commissione belle arti dell’Amministrazione Trump. La proposta di Dmitriev è giunta in risposta a documenti del Congresso americano recentemente pubblicati sul defunto presidente John F. Kennedy, che includevano una proposta per un “Ponte della Pace Mondiale” tra l’Alaska e la Siberia. Secondo Dmitriev, le moderne tecnologie di scavo potrebbero rendere la visione di Kennedy, risalente all’epoca della Guerra Fredda. Dmitriev non ha specificato se avesse discusso l’idea con funzionari russi o statunitensi, se avesse contattato Musk o la Boring Company, né in che modo le sanzioni e le restrizioni all’esportazione avrebbero potuto influenzare il progetto. I documenti russi di 350 pagine sull’assassinio dell’ex presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy avevano attirato mesi fa molta attenzione, non tanto per il loro contenuto relativo all’assassinio del 1963, quanto per la mappa di un ponte che un tempo era stato progettato per collegare la Russia agli Stati Uniti. I documenti erano stati consegnati alla deputata statunitense Anna Paulina Luna dall’ambasciatore russo a Washington. Uno dei documenti include una mappa dell’epoca della Guerra Fredda che mostra un ponte proposto tra gli Stati Uniti e l’Urss (v. foto). Le mappe mostrano che, a un certo punto, i rivali della Guerra Fredda progettarono un ponte tra l’Alaska e la Siberia, che avrebbe attraversato lo Stretto di Bering, collegando i due paesi. Nel punto più vicino, le due nazioni sarebbero separate da soli 3,8 chilometri, tra Little Diomede (Usa) e Big Diomede (Russia). Il ponte fu soprannominato allora il Ponte della Pace Mondiale Kennedy-Khrushchev. Kennedy fu poi assassinato il 22 novembre 1963 a Dallas. Lee Harvey Oswald, il presunto attentatore, fu ucciso prima del processo e la Commissione Warren del 1964 concluse che aveva agito da solo. Oswald visse in Unione Sovietica per quasi tre anni e, poche settimane prima dell’attentato, tentò di ottenere un visto presso una missione diplomatica sovietica a Città del Messico. Il Kgb lo aveva tenuto sotto stretta sorveglianza tra la fine degli anni '50 e l’inizio degli anni '60. Negli anni '90, il Congresso degli Stati Uniti cercò di accedere ai documenti sovietici sulla morte di Kennedy, ma durante l’amministrazione Clinton ricevette solo dei riassunti, come riportato dal New York Post. Dal sogno ottocentesco di unire Asia e America alla nuova corsa per il controllo dell’Artico: il progetto del collegamento tra Alaska e Siberia racconta molto delle ambizioni strategiche di Mosca, Washington e delle nuove rotte del XXI secolo. Lo stretto in questione si trova appena a sud del Circolo Polare Artico, dove eventuali opere di costruzione sarebbero soggette a temperature estreme. Dmitriev ha presentato l’idea del tunnel Putin-Trump lo scorso ottobre. Ha stimato che la costruzione potrebbe costare più di 65 miliardi di dollari con i metodi convenzionali, o meno di 8 miliardi di dollari utilizzando la tecnologia della Boring Company, l’azienda di Elon Musk specializzata nello scavo di tunnel. L’azienda gestisce la rete di trasporto sotterraneo Vegas Loop a Las Vegas, finita sotto esame legale a febbraio per problemi di sicurezza e ambientali. Dmitriev afferma di aver parlato al telefono con l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e con Jared Kushner, genero di Trump, per discutere della cooperazione economica tra i due Paesi. Le autorità statunitensi non hanno tuttavia confermato pubblicamente la telefonata. L’annuncio del tunnel fa parte di una più ampia iniziativa di Mosca per approfondire i legami economici con Washington. A febbraio, il Ministero degli Esteri russo ha presentato proposte per rimuovere gli ostacoli al ripristino delle relazioni. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non l’ha presa bene e ha ricordato che la Russia ha già proposto agli Stati Uniti un pacchetto di cooperazione economica da 12 trilioni di dollari. In un’intervista alla Cnn, Dmitriev ha osservato che per la realizzazione del progetto sarebbe stato necessario superare prima alcune sfide politiche, ma ha suggerito che il tunnel avrebbe potuto in definitiva fungere da “simbolo di unità” tra Russia e Stati Uniti. Dmitriev ha presentato il progetto come un simbolo di unità, invitando entrambe le nazioni a costruire insieme il futuro e a connettere i continenti per la prima volta nella storia dell’umanità. Tempi straordinari richiedono idee straordinarie. Ed ecco che l’idea riprende vita. Dmitriev ha affermato che il fondo sovrano russo coinvolgerà diversi partner internazionali per contribuire a finanziare l’iniziativa, concepita per consentire il trasporto ferroviario di merci e passeggeri, nonché “l’esplorazione congiunta delle risorse energetiche” e la creazione di nuovi posti di lavoro su entrambi i lati dell’Artico. A titolo di precedente, Dmitriev ha citato il nuovo ponte ferroviario tra Russia e Cina inaugurato nel 2022 sul fiume Amur, una struttura lunga 7 chilometri e profonda circa 20 metri. In un diagramma condiviso da Dmitriev, la struttura immaginata appare come una galleria ferroviaria a doppio binario, costruita con la tecnica dello scavo meccanico continuo (Tbm) - la stessa tecnologia utilizzata da Boring di Musk - con camere di servizio e uscite di emergenza sulle isole Diomede. In sostanza, si tratterebbe di un Tunnel della Manica in scala artica, sebbene più del doppio più lungo e sepolto nel permafrost. Esperti internazionali, accademici e consulenti di progetto avevano già discusso del progetto del tunnel sotto lo Stretto di Bering lo scorso ottobre in lingua tedesca, americana, russa e italiana in una tavola rotonda organizzata da Eir News Service citata dal sito online turco Harici. Helga Zepp-LaRouche, fondatrice e presidente dello Schiller Institute, ha osservato che una persona che partisse dall’estremità meridionale dell’Argentina con un treno ad alta velocità potrebbe viaggiare senza interruzioni fino all’Alaska, da lì attraverso il tunnel fino alla Siberia e infine al Capo di Buona Speranza, all’estremità meridionale dell’Africa. Sul lato russo verranno costruiti quattromila chilometri di ferrovia ad alta velocità e duemila chilometri sui lati canadese e dell’Alaska. Ma questa sarà solo una delle arterie del corridoio. Il corridoio comprenderà anche autostrade, produzione e distribuzione di energia e infrastrutture di comunicazione. Scott Spencer, consulente capo del progetto per la InterContinental Railway, ha descritto il progetto come “il Canale di Panama del XXI secolo” . Il professor Enzo Siviero, esperto italiano di costruzioni e trasporti, ha aggiunto una dimensione filosofica e umanistica al progetto: “Definisco il tunnel un ponte sottomarino perché il termine ponte significa anche connettere” ha affermato Siviero. Ricordando di aver proposto lui stesso, decenni fa, un collegamento ponte-tunnel tra la Sicilia e la Tunisia, Siviero ha affermato che collegare i continenti è la chiave per il futuro. “Quando costruiamo, c’è la pace; quando distruggiamo, c’è la guerra”, ha aggiunto. A suggellare la diplomazia del ghiacchio, anche lo sport: a distanza di oltre sette anni, le nazionali dei due paesi torneranno ad affrontarsi in una partita amichevole di hockey su ghiaccio il prossimo 1 luglio a Mosca. L’iniziativa nasce dai colloqui avuti nel marzo 2025 tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, che avevano discusso la possibilità di organizzare una serie di incontri amichevoli tra squadre russe e americane nei due Paesi: “Speriamo che questo contribuisca a sciogliere il ghiaccio che si è formato tra noi”, è stato il commento ironico del presidente e amministratore delegato della Camera di commercio americana in Russia (AmCham Russia), Robert Agee.
Raffaella Vitulano

