Impegno “incrollabile” a favore della “nostra difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5 del Trattato di Washington e del legame transatlantico”. Lo scrivono i capi di Stato e di governo dei Paesi NATO nella dichiarazione finale del vertice di Ankara. Un “attacco contro uno di noi - dicono i 32 - è un attacco contro tutti”. La Russia, ribadiscono gli alleati, rappresenta “una minaccia a lungo termine” per la sicurezza euro-atlantica. Per questo i 32 sono “uniti” nel loro sostegno all’Ucraina, che “contribuisce alla sicurezza transatlantica”, nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale. Il sostegno a Kiev, si stabilisce, deve essere equo, prevedibile e sostenibile nel lungo periodo. Per il 2026 l’impegno è fornire 70 miliardi di euro in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento e mantenere livelli almeno equivalenti nel 2027. Saranno, dunque, 140 miliardi di aiuti in 2 anni, che includono i 60 miliardi di euro di aiuti militari che l'UE si è impegnata a fornire all'Ucraina nel 2026-2027. Il Canada e i Paesi europei della NATO, 23 dei quali sono anche membri dell'UE, contribuiranno quindi con circa 40 miliardi di euro nel 2026 e almeno altrettanti nel 2027. Questa cifra è identica a quella che la NATO, Stati Uniti compresi, si era impegnata a versare due anni prima del vertice di Washington. Gli USA concederanno all’Ucraina la licenza per produrre missili Patriot, “Non abbiamo ancora informato l'azienda, ma la questione verrà risolta”, ha detto ai giornalisti Donald Trump dopo l’incontro con Zelensky. Prima del vertice, il presidente USA si era scagliato ancora una volta contro l’organizzazione atlantica e alcuni alleati. “Noi abbiamo speso più di 1000 miliardi in 10 anni per difendere i Paesi Nato dalla Russia e in cambio siamo stati trattati ingiustamente: sono molto arrabbiato, abbiamo pagato troppo”. L’Italia, secondo il tycoon, “ha fatto molto male con le sue basi”, mentre la Spagna è ormai considerata “un pessimo alleato”, con cui “non voglio avere rapporti con loro: i rapporti commerciali sono finiti, sono un caso senza speranza, ci sono anche un altro paio di Paesi ma la Spagna è particolarmente ostile”. Dopo tanto baccano, alla fine è scoppiata la pace. “Vogliamo restare con voi”, avrebbe detto Trump, secondo una fonte a conoscenza dei colloqui intercettata da Reuters. Nel corso del vertice, il tycoon ha anche affermato che gli Stati Uniti sono pronti a continuare a vendere armi agli alleati e non ha annunciato la fine dell'accordo di cessate il fuoco provvisorio con l’Iran. Trump non ha nemmeno menzionato la questione della Groenlandia, ha aggiunto la fonte. L’Italia, da par suo, vuole “rispettare gli impegni” sulle spese per la difesa. “Lo stiamo facendo e lo faremo ma in modo sostenibile, stabilendo noi i tempi, i modi e le priorità in base al contesto”, avverte Giorgia Meloni. “Ma non è che un giorno prendiamo delle scelte e un giorno delle altre”, chiarisce. “Abbiamo avuto una linea molto chiara dall'inizio del conflitto in Iran: rispettiamo i nostri impegni come le nazioni serie, ma abbiamo detto - ricorda il presidente del consiglio - che non avremmo partecipato ad attacchi in Iran e non abbiamo partecipato ad attacchi in Iran”.
Pierpaolo Arzilla

