L'inverno è il miglior alleato di Vladimir Putin. I bombardamenti sulle infrastrutture energetiche continuano. A seguito di nuovi massicci attacchi russi su Kiev, altri 1.945 condomini rimangono senza riscaldamento, che nella notte tra giovedì e venerdì è stato però ripristinato in 650 abitazioni, fa sapere il comune. Dal 9 gennaio, circa 6mila edifici residenziali della capitale sono rimasti senza riscaldamento, acqua ed elettricità, una situazione estrema che ha spinto il sindaco Vitali Klitschko a raccomandare l'evacuazione temporanea dei residenti. Nei giorni successivi questi servizi essenziali sono stati ripristinati, ma gli attacchi degli ultimi giorni hanno causato ulteriori interruzioni di acqua ed elettricità in circa 3mila edifici della capitale, in un periodo in cui le temperature oscillano tra meno 7 e meno 15 gradi. “La situazione è estremamente difficile e questo potrebbe non essere ancora il momento più duro. Fate scorta di cibo, acqua e medicinali necessari”, ha poi scritto Klitschko su Facebook. L'Unione europea ha annunciato venerdì la fornitura d'emergenza di 447 generatori, per un valore di 3,7 milioni di euro, che saranno consegnati dalla Polonia, e contribuiranno a garantire l'approvvigionamento energetico di ospedali, rifugi e servizi essenziali. Secondo Bruxelles, quasi 1 milione di ucraini è senza riscaldamento ed elettricità. L’UE ha già inviato quasi 9.500 generatori in Ucraina e ha trasferito una centrale termoelettrica completa donata dalla Lituania. “Con l'inverno che ha preso il sopravvento, la Russia sta raddoppiando gli attacchi vili, e noi stiamo raddoppiando il nostro sostegno all’Ucraina”, ha detto alla fine del consiglio europeo informale, Ursula von der Leyen. L’UE, ha rilevato il presidente della Commissione europea, è vicino a un accordo con Ucraina e Washington per la ricostruzione del Paese, che si basa su una valutazione dei bisogni effettuata della Banca mondiale. Il piano per la prosperità si basa su 5 pilastri chiave: aumento della produttività “con riforme favorevoli alle imprese e una maggiore concorrenza sul mercato”, accelerare l'integrazione dell'Ucraina nel mercato unico UE “con riforme in settori economici chiave”, aumento degli investimenti (“l’Ukraine Investment Framework, parte del nostro Ukraine Facility, è già in atto, è stato il principale strumento di investimento dell'UE per il Paese e sta chiaramente dando i suoi frutti”), maggiore coordinamento dei donatori (“grazie a una struttura solida e collaudata attraverso la Ukraine Donor Platform, che riunisce i Paesi del G7, la Commissione europea, l'Ucraina e altri partner”), e le riforme fondamentali (“rafforzare lo Stato di diritto, intensificare gli sforzi contro la corruzione e modernizzare la pubblica amministrazione”). Il piano UE per la prosperità è la conferma, come ribadito da un portavoce di Palazzo Berlaymont, del “pieno impegno e sostegno all'Ucraina fin dal primo giorno e in modo continuativo, insieme ai Paesi membri”. Bruxelles afferma di essere il “principale sostenitore” di Kiev, a cui “ha fornito finora quasi 200 miliardi di euro”. Poche ore prima dell’avvio dei negoziati ufficiali nel vertice trilaterale di Abu Dhabi tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riporta la Tass, ha ribadito la condizione fondamentale per finire la guerra. “Le forze armate ucraine - ha affermato - devono lasciare il territorio del Donbass, devono essere ritirate da lì. Questa è una condizione molto importante”. Zelensky, da par suo, conferma che negli Emirati “la questione del Donbass è fondamentale”, e considera il trilaterale di Abu Dhabi “un passo avanti, si spera verso la fine della guerra”. Oltre all’Ucraina, il summit UE straordinario è servito a compattare i 27 sulla Groenlandia. Trump ha abbassato i toni, frutto anche, sostiene von der Leyen “della nostra strategia collettiva”, perché “ci siamo schierati fermamente dalla parte dei 6 Stati membri minacciati dai dazi e abbiamo interagito attivamente con gli Stati Uniti a vari livelli”. L’UE, infatti, ha seguito 4 principi chiave: “fermezza, sensibilizzazione, preparazione e unità”. Un approccio “efficace”, che “dovremmo mantenere anche in futuro”. Sull’Artico, “nel lungo termine”, Bruxelles raddoppierà il suo sostegno finanziario e si prepara a presentare un “consistente pacchetto di investimenti”.
Pierpaolo Arzilla

