Mercoledì 17 giugno 2026, ore 20:20

Medio Oriente

Vance, accordo molto generico

Torneranno gli ispettori. Per controllare che sul nucleare gli iraniani facciano i compiti a casa. Un elemento chiave dell’accordo, infatti, ricorda il vice presidente USA, JD Vance, in queste ore, è la distruzione dell’uranio arricchito per impedire a Teheran di avere l’atomica. I servizi d’intelligence americani, però, non nascondono le perplessità. Secondo quanto riporta Axios, infatti, la Cia ha raccolto informazioni che sollevano seri dubbi sulla disponibilità dell'Iran a concedere le aperture chieste dagli USA in un accordo definitivo. È quello che avrebbe riportato, secondo il sito, il capo della Central intelligence agency, John Ratcliffe, a Donald Trump. Nella stanza ovale, anche il segretario di Stato, Marco Rubio, e il capo del Pentagono, Pete Hegseth, hanno sollevato timori ed espresso preoccupazioni sull’Iran. I falchi, dunque, non mollano. E ribadiscono che degli ayatollah non ci si deve e non ci si dovrà mai fidare. La guerra, insomma, resta un’opzione. Parlando alla CNN, Vance riconosce che il memorandum d’intesa è un “documento molto generale”, lungo appena una pagina e mezza, e che “su diverse questioni, dovremo chiarire alcuni punti nella fase dei negoziati tecnici”. È, tuttavia, certo, come accennato, che gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l'energia atomica riprenderanno il loro lavoro di monitoraggio degli impegni iraniani. E che la Repubblica islamica non riceverà un dollaro, al contrario di quanto affermato da alcune fonti iraniane. “Non è vero che verranno sbloccati miliardi di dollari in asset”, ha chiarito Vance alla CBS, “quello che è vero è che l'Iran avrà un futuro molto migliore e più prospero se rispetterà gli obblighi previsti da questo accordo”. Ma secondo Teheran il memorandum prevede lo sblocco di 24 miliardi di fondi congelati dagli USA, di cui metà dovrà essere resa disponibile prima dell'inizio dei negoziati definitivi. Pur essendo “aperti a molte delle opzioni sul tavolo”, la cifra di 24 miliardi di dollari "non compare in nessuno dei documenti che abbiamo discusso”, spiega il vice di Trump. “Abbiamo detto - rileva - che siamo disposti a parlare di sblocco dei beni, ma un accordo ben più importante è la revoca delle sanzioni alla loro economia, a condizione che si impegnino a lungo termine sul programma nucleare. Ma credo, ripeto, che il testo sia molto chiaro: non c'è alcun riferimento a 24 miliardi di dollari”. E non ci sono riferimenti neanche a un cambio della guardia in Iran. “Non vogliamo rovesciare il regime”, assicura Trump da Evian, dov’è in corso il G7, ritenendo che l'Iran sia attualmente guidato da “leader ragionevoli”. A condizione, però, che non abbiano “mai” l’arma nucleare, “altrimenti si esporranno a conseguenze inimmaginabili”. Il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, ribadisce l’importanza, nell’ambito più generale dell’intesa, di interrompere la guerra in Libano tra Israele e Hezbollah: “È senza dubbio il punto più importante del protocollo: l'annuncio di una cessazione immediata e permanente delle ostilità su tutti i fronti, compreso il Libano”. Il ministro conferma, inoltre, che l’accordo “dovrà risolvere le questioni relative al programma nucleare iraniano e alla revoca delle sanzioni”.
Pierpaolo Arzilla
 

( 16 giugno 2026 )

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