Rafforzare la previdenza complementare, aumentare le adesioni e rendere i fondi pensione negoziali sempre più centrali per il futuro dei lavoratori e la crescita del Paese: questi i temi al centro dell'Assemblea annuale 2026 di Assofondipensione dal titolo “Previdenza futura: i fondi pensione negoziali per rafforzare oggi le tutele di domani”, svoltasi a Roma”, un evento che ha coinvolto i 32 fondi pensione negoziali che aderiscono all'Associazione, con oltre 4 milioni di lavoratori iscritti e un risparmio accumulato destinato alle future prestazioni superiore a 82 miliardi di euro. Al centro del confronto anche il rapporto tra risparmio previdenziale ed economia reale: “Il tema degli investimenti è centrale”: ha affermato Giovanni Maggi, presidente di Assofondipensione. “Il focus è sulle piccole e medie imprese, con l'obiettivo di veicolare il maggiore numero di risorse per le imprese”. Ciò che è necessario, secondo Maggi, è “un aiuto di natura fiscale”, così come risulta fondamentale eliminare l'aspetto della portabilità”. All'evento è intervenuto anche Riccardo Realfonzo, coordinatore del Comitato Tecnico di Assofondipensione, per il quale “I fondi pensione negoziali sono la migliore forma della previdenza complementare italiana”, su cui lavorare per incrementare il numero degli aderenti, soprattutto giovani. La previdenza complementare deve compiere un cambio di rotta e riuscire a raggiungere quelle persone che oggi non riescono ad accedervi perché non possono permetterselo”: questo il pensiero di Mario Pepe, presidente Covip. “Una delle strade possibili – ha aggiunto - è trasformare, almeno in una fase iniziale di ingresso nel sistema, la deducibilità fiscale dei versamenti in detraibilità fiscale”. Il presidente della Covip, ricordando come nell’ultimo anno i nuovi iscritti siano stati 755 mila, ha indicato un obiettivo ambizioso per il futuro, ossia vedere raddoppiato questo numero, passando dagli attuali 10 milioni a 20. “La previdenza complementare – ha concluso - non è soltanto uno strumento di risparmio, ma una risposta alla fragilità sociale e demografica che attraversa il Paese”. Per Ignazio Ganga, vicepresidenteper di Assofondipensione, c'è bisogno di avere pensioni adeguate al costo della vita, così come risulta necessaria una prospettiva strutturale. “Per il futuro della previdenza – ha detto - serve un lavoro strutturato e ben contrattualizzato. Abbiamo l'obiettivo di compensare la perdita di competitività delle pensioni, dovendo fare i conti con un grosso debito pubblico”. A sottolineare l'importanza della previdenza complementare e la necessità di concentrare gli sforzi per includere maggiormente i giovani e le donne è stata anche Daniela Fumarola, segretaria generale Cisl che, intervenendo all'Assemblea, ha sottolineato come senza inclusione previdenziale non possa esserci una reale equità intergenerazionale.“I fondi pensione negoziali sono ottimi esempi dei risultati importanti che si possono ottenere con una governance partecipata. Preservare la fiducia è fondamentale per dare stabilità al sistema. Per questa ragione riteniamo sbagliata la scelta di estendere la portabilità del contributo contrattuale del datore di lavoro verso strumenti che non nascono dalla contrattazione collettiva”. Fumarola ha, quindi, ribadito la posizione della Cisl, condivisa con Cgil, Uil e le principali parti datoriali, sulla cancellazione della portabilità e sulla riduzione delle sanzioni a carico dei consiglieri dei fondi pensione. “L’approccio partecipato e corresponsabile delle parti sociali – ha concluso - dovrebbe diventare il riferimento per ogni ambito di politica di coesione e sviluppo”.
Anna Taverniti

