Mercoledì 22 luglio 2026, ore 22:35

Osservatorio Inps

Pensioni: nel primo semestre 2026 cresce il divario di genere

Un totale di 892.108 pensioni per un importo medio mensile di 1.216 euro: è il numero che riguarda i trattamenti previdenziali pubblicato dall’Osservatorio Inps sul monitoraggio dei flussi di pensionamento, in riferimento alle pensioni che hanno avuto decorrenza nel 2025. Un'analisi che ha presentato anche i dati relativi ai trattamenti con decorrenza nel primo semestre 2026, arrivando per questi a totalizzare 417.061 pensioni, per un importo medio di 1.264 euro, in lieve aumento sui 1.216 euro registrati in media sulle pensioni con decorrenza nell'intero 2025, numeri tutti riferiti a pensioni di vecchiaia, anticipate, di invalidità e ai superstiti delle gestioni considerate, compresi anche gli assegni sociali.

Il monitoraggio fatto dall'Inps per ciò che riguarda le pensioni con decorrenza nel 2025 ha compreso anche quelle liquidate successivamente al 2025 (fino al 2 luglio 2026), anche se con decorrenza nel 2025, mentre per quelle con decorrenza nel primo semestre 2026, esso ha fatto riferimento esclusivamente a quelle liquidate entro il 2 luglio, con decorrenza entro giugno. Ciò ovviamente, ha chiarito l'Inps, non permette di fare un raffronto tra i dati delle pensioni decorrenti 2025 e quelli riguardanti le decorrenti 2026, proprio perchè quelli riferiti al 2026 sono ancora suscettibili di variazioni a seguito della futura liquidazione dei trattamenti con decorrenza anteriore al 2 luglio 2026. Variazioni che, fa sapere l'Inps, potrebbero riguardare i diversi tempi di definizione delle pratiche amministrative e non necessariamente vere e proprie variazioni nei fenomeni pensionistici.

Analizzando nel concreto le singole categorie pensionistiche, i trattamenti con decorrenza 2025 sono stati 283.720 per ciò che riguarda quelli di vecchiaia, 213.882 le pensioni anticipate, 62.227 quelle di invalidità e 233.169 i trattamenti previdenziali ai superstiti. Nel primo semestre 2026 le stesse categorie hanno visto in prevalenza sempre quelle di vecchiaia per un totale di 132.039, con un importo medio di 1.264 euro; a seguire quelle anticipate per una cifra pari a 100.356 e un importo medio di 2.088 euro; le pensioni di invalidità (24.307) per un importo medio di 830 euro; infine quelle ai superstiti, per un importo medio di 970 euro e un totale di 106.927 pensioni. Un'analisi, quella fatta dall'Inps, che ha mostrato dati importanti anche per ciò che riguarda la differenza tra le pensioni liquidate alle donne e quelle corrisposte agli uomini. Se nel primo caso, infatti, quelle con decorrenza nel primo semestre 2026 hanno avuto un importo medio di 1048 euro, le pensioni agli uomini sono state pari a 1.506 euro medi, con un divario pari al 30,41%, in aumento rispetto al 2025, quando si era attestato al 26,2%, con 1.047 euro medi mensili per le pensioni delle donne nell'intero anno e 1.419 medi per quelle degli uomini con decorrenza nello stesso periodo. In media le nuove pensioni degli uomini sono superiori di quasi 90 euro rispetto a un anno prima, mentre quelle delle donne sono rimaste ferme. Un dato che dipende dalle carriere contributive maschili mediamente più lunghe e spesso con retribuzioni più alte. A parte le nuove pensioni ai superstiti dove le donne sono 87.111 a fronte di 19.816 maschi e prendono 1.042 euro a fronte dei 651 degli uomini, i trattamenti delle donne sono più bassi in tutte le altre tipologie: le pensioni di vecchiaia alle donne liquidate con decorrenza nel primo semestre hanno un importo di 1.006 euro a fronte dei 1.491 degli uomini (differenza del 32,53%). Il divario si attenua nelle pensioni anticipate con 1.814 euro per le donne e 2.211 per gli uomini e un divario del 17,96%. Per le pensioni di invalidità liquidate con decorrenza nel primo semestre l'importo medio per gli uomini è di 913 euro a fronte dei 686 delle donne, con un divario del 24,86%.

Anna Taverniti

( 22 luglio 2026 )

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