Un sistema saldo malgrado il clima di elevata incertezza causato dalle varie tensioni geopolitiche: è il quadro fornito dalla Relazione annuale della Commissione di vigilanza sui fondi pensione. Il presidente Mario Pepe, illustrando il Rapporto nella Sala Regina della Camera, ha evidenziato gli elementi che attestano la sostanziale solidità del sistema di previdenza complementare, e che confermano le tendenze di crescita di iscritti e contributi nel primo trimestre del 2026, anche in presenza di un quadro congiunturale “in rapido peggioramento” per effetto del conflitto in Medio Oriente. Le risorse accumulate dalle forme pensionistiche complementari nel 2025 (pari all’11,6 % del Pil e al 4% delle attività finanziarie delle famiglie italiane) si attestano a 262 miliardi di euro (+7,7% rispetto al 2024) - ha dichiarato Pepe - soprattutto per la dinamica positiva dei mercati finanziari”, con gli iscritti alla previdenza complementare che arrivano a sfiorare i 10,5 milioni, pari al 39,9% delle forze di lavoro (+4,8% rispetto al 2024), e contributi incassati nell'anno pari a 22,4 miliardi di euro (+8,7% rispetto al 2024), crescendo ad un ritmo superiore alla media del quinquennio precedente. Per il presidente Covip importanti sono stati i recenti interventi normativi introdotti con la Legge di Bilancio 2026 che delineano un “nuovo disegno” della previdenza complementare nella fase dell'adesione, dell'investimento delle risorse e delle prestazioni: una vera riforma, secondo Pepe, che avvicina la previdenza complementare ai cittadini per intercettarne i bisogni con più tempestività e flessibilità.
Di particolare importanza la revisione del meccanismo di adesione automatica per i lavoratori di nuova assunzione nel settore privato, con l'obbligo di versamento non solo del Tfr ma anche del contributo di datore di lavoro e lavoratore. Un intervento “volto a superare l'inerzia decisionale che ostacola l'ingresso nei fondi pensione, soprattutto nelle fasi iniziali della vita lavorativa, che rappresenta un cambio di paradigma, idoneo a determinare un ampliamento strutturale della platea degli aderenti e a rafforzare, nel tempo, l'adeguatezza delle prestazioni”. Malgrado questi miglioramenti, però, a detta del presidente Pepe, il meccanismo di adesione automatica richiede di guidare l'aderente verso soluzioni di partecipazione migliori, per rispondere alle sue esigenze e alle sue caratteristiche in modo più adeguato.
Ad esprimere soddisfazione per i risultati raggiunti anche Ignazio Ganga, segretario confederale della Cisl, secondo il quale, però, è necessario fare di più per creare le condizioni favorevoli per l’accesso di tutti al secondo pilastro previdenziale. Il nuovo meccanismo di adesione automatica che entrerà in vigore il 1° luglio – ha detto Ganga - rappresenta un’opportunità importante che la Cisl apprezza, ma chiediamo al Governo, al Legislatore, alla Covip e a tutte le Istituzioni una maggiore coerenza nel regolamentare e innovare la previdenza complementare”.
"Nell’ultima Legge di Bilancio – ha proseguito il segretario confederale - sono state introdotte, infatti, alcune norme assolutamente criticabili, a partire dalla libera portabilità del contributo del datore di lavoro concordato in sede di contrattazione collettiva, anche verso le forme di previdenza di libero mercato. Questa scelta legislativa interviene in modo improprio sull’autonomia negoziale e rischia di produrre un grave danno ai fondi pensione. Altrettanto negativa – per Ganga - è la norma che ha aumentato in modo incongruo le sanzioni a carico dei consiglieri dei Consigli di amministrazione dei fondi pensione, senza considerare criteri di proporzionalità”. Anche il dato relativo alle donne mette ancora una volta in evidenza che la debolezza della previdenza deriva dalla debolezza del mercato del lavoro e delle retribuzioni ed è quindi indispensabile agire su due livelli: occupazione e previdenza”.
Per quanto riguarda gli investimenti nell’economia reale, per la Cisl positivo è il richiamo fatto dal presidente Pepe rispetto all'obiettivo delle forme di previdenza complementare, ossia che i fondi pensione possano contribuire maggiormente allo sviluppo economico del Paese senza mai mettere in pericolo il risparmio previdenziale degli iscritti. Il 1° luglio - ha concluso Ganga - entreranno in vigore, oltre all’adesione automatica, anche le nuove prestazioni previste in Legge di Bilancio e i criteri di investimento secondo il modello life cycle, ma non sono ancora state diramate le indicazioni interpretative e operative, creando gravi difficoltà agli operatori del settore”, indicazioni per le quali la Cisl sollecita la pubblicazione.
Anna Taverniti

