Martedì 30 giugno 2026, ore 20:36

Inps

Risultato economico positivo per 4,5 miliardi

Sostanziale stabilità tra le uscite per prestazioni previdenziali, con una crescita tendenziale della spesa socioassistenziale, in particolare per le misure messa in campo a sostegno della famiglia: è quanto emerge dal Rendiconto generale Inps 2025 presentato ieri dal Civ Inps, che ha fatto anche un'analisi sull'andamento delle principali voci di bilancio nell'ultimo decennio. Un'analisi che ha evidenziato il cambiamento avvenuto in questi anni per ciò che concerne la composizione del bilancio, sia nella componente entrate sia in quella della spesa, soprattutto nel diverso rapporto tra le spese per le prestazioni previdenziali e quelle assistenziali e di sostegno alla famiglia. Spese che per il 2025 hanno portato l'Istituto ad avere un saldo della gestione finanziaria di competenza di 16 miliardi di euro, con un risultato economico di esercizio positivo per 4,5 miliardi e un avanzo patrimoniale netto che passa da 35,31 a 42,83 miliardi. Per Roberto Ghiselli, presidente del Civ dell'Istituto, tale risultato "E' un elemento che attesta l'equilibrio del sistema previdenziale pubblico italiano il quale, per la rilevanza economica che ricopre nell'ambito della contabilità generale dello Stato, contribuisce alla stabilità complessiva del sistema Paese".

Andando più nello specifico, nel 2025 le entrate complessive dell'Inps sono state 571 miliardi di cui 294 di entrate contributive (+3,6%) e 165 miliardi di trasferimenti correnti dalla fiscalità generale (-8,4%), mentre le uscite hanno raggiunto i 554 miliardi, di cui 425 per prestazioni istituzionali, cresciute del 2%. Sul versante pensionistico, il 2025 ha fatto registrare rispetto all'anno precedente un incremento della spesa per pensioni dell'1,4%, per un totale di 325,06 miliardi, incremento registrato anche per il sostegno al reddito di 0,8 miliardi, passando da 18,9 a 19,7 miliardi, in particolare per la crescita dei trattamenti di disoccupazione e di integrazione salariale. Facendo riferimento al periodo 2015-2025, le prestazioni pensionistiche, comprese quelle di natura assistenziale, sono diminuite (dall'88,8% all'83,6%) mentre la spesa relativa alle prestazioni non pensionistiche sono aumentate, passando dal 11,2% al 16,4%. Per quanto riguarda, invece, le misure di contrasto alla povertà, con l'introduzione dell'Assegno di inclusione e del Supporto per la formazione e il lavoro, in sostituzione del Reddito e della Pensione di cittadinanza, si è determinata una contrazione della spesa. In termini contabili, nell'ultimo decennio l'attività sostenuta dai trasferimenti dalla fiscalità generale (Gias, Gestione degli interventi assistenziali), è cresciuta costantemente, passando dal 31,83% del 2015 al 36,67% del 2025.

Infine, per ciò che riguarda i crediti per contributi a carico dei datori di lavoro e degli iscritti che, a fine 2025, ammontano a complessivi 125 miliardi rispetto ai 119 miliardi dell'anno precedente, questi secondo il Rendiconto Inps si presentano a rischio di inesigibilità e, a fronte di tale evenienza, è stato alimentato il Fondo svalutazione crediti contributivi che ammonta, nel 2025, a 99.873 milioni, in aumento di 5,3 miliardi rispetto al 2024 (94.486 miliardi), motivo per il quale, secondo il Civ Inps, c'è la necessità di "Una più incisiva azione di contrasto all'evasione e all'elusione contributiva, una maggiore tempestività nel recupero dei crediti, una revisione dei criteri di cancellazione, onde evitare l'accumularsi di artificiose poste di bilancio".

Anna Taverniti

( 30 giugno 2026 )

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